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Nuove norme partita Iva non si applicano ai rapporti con la PA

Le novità introdotte dalla riforma del lavoro e finalizzate a scovare le false partite Iva, ossia tutte quelle collaborazioni tra aziende e lavoratori titolari di partita Iva che in realtà non consistono in rapporti di lavoro occasionali ma in vere e proprie collaborazioni coordinate e continuative, non si applicano ai rapporti di lavoro con la Pubblica Amministrazione.

A chiarirlo è stata una nota del Dipartimento della Funzione Pubblica, di conseguenza la Pubblica Amministrazione può continuare a conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa senza dover tener conto degli indici presuntivi introdotti dalla riforma del lavoro, la cui sussistenza ricordiamo determina la trasformazione del rapporto occasionale in collaborazione coordinata e continuativa vera e propria.

Le presunzioni introdotte dalla riforma targata Fornero, ricordiamo, sono tre: una durata complessiva della collaborazione superiore ad 8 mesi in un anno, anche non continuativi; un corrispettivo superiore all’80% di quello complessivamente conseguito nell’arco di due anni solari consecutivi; la disponibilità da parte del collaboratore di una postazione di lavoro fissa in una delle sedi del committente. Qualora si verifichino almeno due dei tre presupposti sopra indicati, è prevista la trasformazione della prestazione in un contratto di collaborazione coordinata e continuativa.