Partite Iva e riforma del lavoro

6 aprile 2012 14:310 commenti

Tra le novità contenute nel testo della riforma del lavoro, che dopo essere stato presentato alla stampa  nei giorni scorsi passerà ora all’esame delle Camere, figurano delle misure che hanno lo scopo di contrastare le cosiddette “false partite Iva”, ossia tutte quelle partite Iva che in realtà celano un rapporto di lavoro subordinato vero e proprio.

COME VERSARE I CONTRIBUTI VOLONTARI

In altre parole, dunque, il disegno di legge prevede la trasformazione della prestazione lavorativa resa in regime di lavoro autonomo in una collaborazione coordinata e continuativa, purché  ricorrono almeno due dei seguenti presupposti: durata superiore a sei mesi nel corso dell’anno solare; un corrispettivo percepito per tale collaborazione superiore al 75% dei ricavi complessivi del lavoratore; la messa a disposizione a favore di tale lavoratore di una postazione di lavoro presso una delle sedi del committente.


La novità in materia introdotte dalla riforma del lavoro, tuttavia, si applicheranno solo a quei rapporti nati dopo l’entrata in vigore della legge stessa, per quelli già in essere, al fine di concedere alle imprese e ai lavoratori il tempo necessario per procedere agli opportuni adeguamenti, le nuove disposizioni si applicheranno una volta trascorsi 12 mesi dall’entrata in vigore.

LICENZIAMENTO ECONOMICO DOPO RIFORMA DEL LAVORO

A fronte di tale modifica, dunque, qualora la prestazione lavorativa venga inquadrata come collaborazione coordinata e continuativa, gli oneri contributivi derivanti dall’obbligo di iscrizione alla gestione separata dell’Inps saranno a carico per due terzi del committente e per un terzo del collaboratore, con possibilità da parte di quest’ultimo di esercitare il diritto di rivalsa nei confronti del committente.

Il testo prevede tuttavia l’esclusione dall’applicazione di tali disposizioni a favore delle attività professionali intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali.

Altra novità riguardante i lavoratori con partita Iva, così come pure tutti quelli iscritti alla gestione separata, è il progressivo aumento dell’aliquota contributiva Inps, che nel 2013 sarà pari al 28% per poi arrivare via via al 33% nel 2018.






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