Recessione in Italia

16 dicembre 2011 11:580 commenti

Dati estremamente negativi per l’Italia arrivano dal convegno del Centro Studi di Confindustria (Csc) che ha calcolato per il 2012 un calo medio del Pil dell’1,6% a fronte dell’aumento dello 0,6% avutosi nel 2011. Secondo le indagini degli esperti di Viale Astronomia il periodo recessivo, che ha avuto inizio la scorsa estate e proseguirà per tutta la prossima primavera, porterà ad una diminuzione del Pil di due punti percentuali con una graduale risalita solo a partire dal terzo trimestre del prossimo anno che nel 2013 consentirà di conseguire un incremento medio annuo del Pil dello 0,6%.

Poco incoraggianti anche i dati delineati dal Csc in materia di occupazione che calerà dello 0,6% nel 2012 e dello 0,2% nell’anno successivo, quando vi saranno 800mila disoccupati in più rispetto all’inizio del 2008. La crisi occupazionale colpirà soprattutto i giovani (-24,4% nella fascia tra 15-24 anni e -13,3% tra i 25-34 anni), i maschi (-3,4%) e le persone con istruzione più bassa (-10,6% per chi è in possesso della sola licenza media).

Le cattive notizie non finiscono qui: il Csc ha calcolato un ulteriore aumento della pressione fiscale che nel biennio 2012-2013 raggiungerà il livello record pari al 45,5% del Pil che, escludendo il sommerso, graverà sui contribuenti con una pressione effettiva che andrà oltre il 54%.

Frena invece l’inflazione che, secondo i dati resi noti dall’Istat, ha avuto nel mese di novembre un incremento tendenziale del 3,3%, in calo rispetto a quello del 3,4% registratosi nel mese di ottobre, con una diminuzione dello 0,1% che non si verificava dal settembre del 2010.

Gli effetti della crisi, che ha già profondamente inciso sui risparmi degli italiani scesi nel 2011 al 6% del reddito al netto del deprezzamento, si evidenzieranno con un evidente calo dei consumi che nel 2012 scenderanno dell’1%.

L’allarme è stato accolto da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che pur ammettendo la gravità della situazione economica, che potrebbe peggiorare se non si intraprenderà un inversione di rotta guidata anche dall’Unione Europea, vede delle grandi potenzialità di ripresa per l’Italia che, se sfruttate adeguatamente, potrebbero permettere al paese di uscire dal periodo recessivo nei prossimi anni.

Tags:

Lascia una risposta