Abusi sessuali documento belga rivela 13 casi di minori suicidati

Una relazione della commissione sulle accuse di abusi sessuali da parte di religiosi in Belgio, i cui risultati sono stati presentati solo oggi, rivela che 13 delle vittime si sono suicidati, per porre fine alle agghiaccianti molestie, cui venivano sottoposti.
Nel documento, la commissione svela che arrivarono almeno 475 denunce di molestie su minori.
I due terzi delle vittime sono di sesso maschile e la maggioranza ha una fascia di età intorno ai 15 anni, inoltre risultano anche 100 donne vittime di violenze sessuali.
Il documento è composto da 199 pagine, dal quale emergono numerose testimonianze di giovani molestati da preti pedofili.
Il testo, presentato dallo psichiatra infantile, Peter Adriaenssens, espone, dopo aver esaminato gli abusi avvenuti in Belgio dalla metà degli anni sessanta alla metà degli anni ottanta, le pesanti “pressioni” e la gravissima legge del silenzio, che ha prevalso durante lunghi decenni nel cuore della chiesa belga.
Nel mese di aprile, il vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe ammise di aver avuto relazioni sessuali con un minore, prima e dopo essere divenuto vescovo.
Le testimonianze raccolte nelle 200 pagine, provengono da varie centinaia di ex allievi degli istituti di istruzione cattolica, principalmente da coloro che furono abusati.
Uno dei paragrafi maggiormente sconvolgenti è quello in cui vengono confermati 13 casi di suicidio da parte di giovani vittime di violenze e di altri sei tentativi.
Secondo quanto ha precisato l’ex presidente della commissione in una conferenza stampa “…circa i suicidi, la realtà è anche peggiore di quanto pensiamo, la maggior parte di questi bambini, oggi quarantenni, sono rimasti traumatizzati dalle vicende”.
Le testimonianze delle vittime, rispettosamente rimasti nell’anonimato, parlano di violazioni dei loro corpi, per via anale, orale e attraverso le masturbazioni. La loro età era compresa tra i 12 e 15 anni. La commissione è stata creata dalla Conferenza Episcopale nell’anno 2000.
Il rapporto è stato pubblicato il giorno dopo che un tribunale belga dichiarasse le retate realizzate in chiese belghe dal poliziotto durante la ricerca dagli abusi ipotetici sessuali a minori illegale. La decisione ha come conseguenza che gli archivi confiscati durante i registri di giugno non potranno usare nella ricerca. Questa risoluzione pone la lunga ricerca in questione iniziata dalle autorità belghe.
Il rapporto è stato pubblicato il giorno dopo che un tribunale belga aveva dichiarato “illegale” le incursioni fatte dalla polizia belga presso le chiese, durante l’inchiesta sui presunti abusi sessuali su minori.










