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Abusi sessuali tra i banchi di scuola: professore arrestato

Ancora storia di violenza nel nostro paese e questa volta avvenuta a Roma. Per due mesi avrebbe abusato di una studentessa minorenne e per questa ragione un insegnante di 53 anni è stato arrestato a Roma in seguito alla denuncia dei genitori della ragazza. Dopo aver intercettato alcuni sms sul telefono della figlia, i genitori insospettiti pare siamo riusciti a scoprire che la stessa fosse vittima di abusi sessuali. Queste violenze pare siano avvenute nell’aula dove il professore in questione dava le lezioni private. Ebbene sì, sembra che il professore abbia approfittato delle ore in cui dava lezioni private per poter abusare della studentessa minorenne. Per questo motivo il professore direttore dell’Istituto Massimo di Roma scuola fondata nel 1551 della compagnia di Gesù è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale.

A fare scattare le indagini è stata la denuncia dei genitori della ragazza insospettiti dello Strano comportamento a scuola e anche nei loro confronti sono arrivati a scoprire che da due mesi Purtroppo la figlia era vittima di abusi sessuali. Le avance da parte del professore erano iniziate lo scorso mese di ottobre proprio quando la ragazza ha iniziato a prendere le ripetizioni, poi dopo mesi di terrore tutto è finito Grazie proprio ai genitori che hanno visto dei cambiamenti drastici nei comportamenti della giovane, sia nei loro confronti che anche a scuola.

In seguito alla denuncia su delega del sostituto procuratore  la giovane è stata ascoltata in udienza protetta a Piazzale Clodio, un colloquio nel corso del quale la stessa ha confermato le violenze. Ulteriori indagini hanno permesso anche ai destinatari di poter verificare l’attendibilità delle parole della quindicenne e più nello specifico è stato L’analisi dei tabulati dei telefonini che ha permesso agli inquirenti di arrestare il docente con l’accusa di atti sessuali con minorenne. “L’Istituto sta apprendendo solo ora fatti che ignorava e rispetto ai quali, ove fossero accertati, è parte offesa e quindi, in un eventuale processo penale, si costituirà parte civile. Dal punto di vista disciplinare, azionerà nei confronti del docente il procedimento disciplinare imposto dalla legge per accertare i fatti anche sotto questo profilo, che è quello che rientra nella sua diretta responsabilità”, annuncia l’Istituto Massimo dove l’insegnante arrestato per anni è stato responsabile del doposcuola e vicepreside.

L‘Istituto in questione ovvero l’istituto Massimo che si trova all’EUR è particolarmente noto perché trattasi dell’Istituto dove si sono diplomati, economisti, politici e personaggi dello spettacolo nonché professionisti della capitale. Purtroppo però non si tratta dell’unico caso di violenza avvenuta all’interno degli istituti scolastici. Ricordiamo ad esempio il caso analogo avvenuto nell’istituto il Tasso un Liceo Storico della capitale dove un professore di storia e filosofia rischia il processo per essere stato accusato di molestie sessuali nei confronti delle alcune sue studentesse.

 l.’interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli diventa uno sfogo, una confessione disperata. -Quando é arrivata la polizia è stata una liberazione. mi sono sentito quasi sollevato. Ne avevo parlato con mio fratello, gli avevo chiesto di aiutarmi. Lui mi aveva detto di smettere, ma non ci riuscivo, ogni volta che mi arrivava un messaggio ci ricascavo»: dopo due notti trascorse in prigione, il professore Massimo De Angelis. arrestato tre giorni fa per atti sessuali con una studentessa quindicenne, crolla di fronte al gip Annalisa Mancano. Ammette senza mezzi termini la relazione con la sua alunna, i rapporti consumati tra le aule dell’Istituto Massimiliano Massimo. la scuola dei gesuiti nel quartiere Eur. una delle migliori della Capitale.

È tutto vero, non so cosa mi sia successo, in 25 anni di carriera da insegnante non mi è mai capitata una cosa simile, ero preda di un gioco affascinante da cui non riuscivo a uscire», racconta. Riconosce in fotografìa sla l’adolescente che l’aula dove si sarebbero consumati quelli che. per l’accusa, sono abusi. A tratti si difende: “Erano rapporti consenzienti». Dice che c’erano di mezzo dei sentimenti. Ma poi aggiunge di essere stato lui a prendere l’iniziativa, a spingersi in un corteggiamento proibito. oltre ogni limite: »Da giugno ho iniziato a contattarla, lei all’inizio mi respingeva, era recalcitrante. Poi ha iniziato a rispondere». Il sogno proibito era diventato tangibile, per il professore: scambi di messaggi, note audio erotiche, telefonate.-! ogni ora del giorno della notte. E. da settembre, incontri sessuali, tra i banchi dell’istituto Massimo, durante le lezioni pomeridiane di latino.

Lezioni che. per il gip che ieri ha convalidato l’arresto, sarebbero state -fittizio • e -pianificate per potersi incontrare». Tanto che il magistrato, nell’ordinanza di custodia cautelare, parla di tecniche «subdole» di corteggiamento, attenzioni e premure riservare alla ragazzina con il solo intendo di plasmarne la -fragile personalità» e -indurla ad acconsentire agli atti sessuali». De Angelis racconta che l’arresto è stata una liberazione: «Me lo aspettavo, non ce la facevo più e quando la polizia è arrivata mi sono sentito sollevato». Il racconto è di sperato. né il gip. né l’indagato scendono nel dettaglio delle conte- stazioni. Quell’ammissione – «riconosco tutto quello che è scritto nell’ordinanza» – è sufficiente.

Sono stati i genitori della quindicenne a denunciare il docente. Consigliati da altri insegnanti, hanno controllato II telefonino della figlia. La chat con il professore era stata cancellata, ma proprio in quel momento De Angelis aveva inviato alla studentessa l’ennesimo sms: -Notte amo. scusa». Un messaggio -inequivocabile», per il gip. cosi come altri scambi recuperati da quel telefonino. -Ho una voglia pazzesca di sentire l’audio di ieri». aveva scritto il prof il 22 novembre. È la notte tra il 18 e II 19 dicembre. Dopo aver confessato ogni cosa ai genitori, la ragazzina si dispera, si autoaccusa, teme che il docente rischi l’arresto. -abbiamo una relazione sentimentale», dice. Poi. lo chiama. Lui capisce che in poco tempo sarebbe scoppiato l’inferno. Tenta il suicidio due volte. Martedì finisce in carcere.

Se potessi tornerei indietro, farei di tutto per potere riavvolgere il nastro – ha detto ieri al gip • Adesso posso solo chiedere scusa a tutti, a cominciare dai genitori della ragazza. Ho tradito me stesso, gli studenti, i miei colleghi e l’Istituto». Per l’accusa. De Angelis ha mostrato -una preoccupante e pericolosa inclinazione sessuale» e ha -sfruttato la sua esperienza e il suo ruolo per abusarne». Dopo l’esplosione dello scandalo é stato sospeso dall’incarico e. mentre i vertici dell’istituto pensano di costituirsi parte civile in un eventuale processo, il docente da Regina Coeli dice di essere pronto a dimettersi. -Questa vicenda lo ha prostrato, è scosso, ha tentato II suicidio», ha dichiarato il suo avvocato. Fabio Lattanzi. Al momento l’indagato non ha presentato istanza per chiedere la scarcerazione, ma la richiesta verrà depositata nei prossimi giorni. In carcere. De Angelis vive nel terrore, visto che diffìcilmente reati di questo tipo vengono perdonati dogli altri detenuti. -Ho paura che me la facciano pagare, temo di non uscirne vivo», ha detto. Avrebbe già subito «larvate minacce», ha spiegato il suo legale.