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Addio Cossiga uomo di parola e senza timore

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Il presidente emerito Francesco Cossiga, era stato ricoverato lunedì 9 agosto, all’ospedale Gemelli di Roma, nel reparto di terapia intensiva,  per gravi problemi respiratori.

Negli ultimi giorni, però, i bollettini medici riportavano che le condizioni di Cossiga, stavano gradualmente migliorando, poi, la situazione è precipitosamente peggiorata, a causa del sopraggiungere di un’infezione polmonare. 

Ieri, 17 agosto, alle ore 13.18 dal Policlino Gemelli viene diffuso il comunicato della morte del presidente emerito. 

Francesco Cossiga, era nato a Sassari il 26 luglio 1928 e ha trascorso una lunga vita in politica, per circa cinquant’anni ha fatto parte delle istituzioni politiche, segnate dal caso Moro e dall’elezione al Quirinale. E’ stato un uomo di parola e senza timore, schietto e leale, spesso ironico nei suoi giudizi.   

Francesco Cossiga, democratico cristiano coerente, ha sempre dimostrato una cultura raffinata, ma anche la sua esplosività, pronta ad abbattare ogni tabù. 

Oggi, apertura della camera ardente al policlinico Gemelli. Sulla sua bara verranno poste due bandiere, come espressamente richiesto dal presidente, “il tricolore e la bandiera sarda dei 4 mori”. 

I funerali, forse, si svolgeranno a Cheremule (Sassari), un piccolo paese del Meilogu, in forma strettamente privata. Francesco Cossiga ha espresso la sua volontà, attraverso un testamento politico, nel quale precisava: “Non voglio i funerali di Stato”. 

Tuttavia Cheremule è forse troppo piccola per ospitare la folla che presenzierà ai funerali di Francesco Cossiga, probabilmente la cerimonia funebre verrà celebrata nella parrocchia di San Giuseppe a Sassari, indicata come la più adatta, per contenere l’afflusso di partecipanti. 

Il presidente emerito, oltre alle sue ultime volontà, ha lasciato tre lettere personali,  riservate ai vertici delle istituzioni: al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Senato Renato Schifani e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.