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Albero di Anna Frank abbattuto dal vento

albero Anna Frank

Il grande castagno, del quale la ragazza parla ripetutamente nel suo diario, è stato abbattuto, ieri, dalla forza del vento e della pioggia  che ha spazzato la capitale olandese. 

La giovane Anna Frank amava guardare il grande albero, attraverso una piccola finestra della sua casa, diventata poi il suo nascondiglio. 

Lunedì, le forti raffiche di vento e le pesanti piogge che hanno martoriato la città di Amsterdam, hanno abbattuto il famoso castagno di Anna Frank. Lo ha reso noto Hans Westra, direttore del Museo Anna Frank. 

La caduta del maestoso albero, non ha, però, provocato danni. 

 “Il nostro castagno è in piena fioritura, dalla cima alle radici, è colmo di foglie ed è molto più bello rispetto allo scorso anno”,  si legge nel diario di Anna Frank. 

Uno dei libri più letti nel mondo che porta la data del 13 maggio 1944. Per due anni, l’adolescente ebrea fu costretta a vivere in clandestinità con la sua famiglia, in una casa isolata nel centro di Amsterdam, per sfuggire alle incursioni organizzate dai nazisti. 

La finestra della soffitta, dove si vedevano i rami del castagno, è stata la sua unica visione verso il mondo esterno. Nel 1944, Anna Frank con la famiglia fu deportata al campo di concentramento di Westerbork. 

La ragazza morì di tifo nel 1945 all’età di 15 anni, presso il campo di Bergen Belsen nel nord della Germania, dove fu trasferita. 

Il castagno di oltre 20 metri di altezza, aveva un’età compresa tra i 160-180 anni. Da diversi anni, tuttavia,  era malato. Nel 2007, il sindaco di Amsterdam autorizzò la sua distruzione,  su richiesta del proprietario del giardino dove si trovava, poiché si temeva un eventuale possibile crollo dell’albero. 

Ma in tanti si erano mobilitati per evitare al castagno tale sorte e per salvarlo fecero costruire una struttura in acciaio per sostenerlo. 

Oggi, il castagno è morto, ma già nel 2005,  quando si seppe che l’albero era in condizioni critiche, sono stati raccolti i suoi frutti, dai quali ottenere giovani alberi, ha precisato il direttore del museo.