Allarme generale per crisi greca

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Uno sciopero generale dei trasporti, contro le misure antifallimento del governo,  ha paralizzato ieri la capitale greca.

Ieri la borsa di Atene è crollata, perdendo fino al 7%. A risentirne tutta la zona euro, sceso al limite della soglia degli 1,32 dollari.  Poco dopo la chiusura dei listini azionari europei, un’altra doccia fredda: l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha tagliato a livello junk (spazzatura) i titoli di credito di Atene,  che rischiano di diventare inutili,  per ottenere liquidità dalla Bce.

Nonostante il cielo sereno e una piacevole brezza marina, Atene ha sconcertato i suoi pochi turisti.

Nella città, sempre congestionata dal traffico,  quasi la metà degli 11 milioni di greci vivono ad Atene, la metropolitana, rapida e poco costosa, è un’eccellente reputazione per la capitale.

Molte persone si incamminavano nei dintorni di piazza della Costituzione, di fronte al Parlamento, per dirigersi verso la scalinata di marmo della magnifica stazione della metropolitana Sintagma.

I  turisti, tuttavia, rimanevano attoniti poi nel vedere i cancelli sbarrati della stazione.

Tutti i trasporti sono rimasti fermi, dai mezzi su strada, alla metro e ai traghetti.

La profonda crisi di solvibilità della Grecia ha portato una nuova nuvola nera, sui mercati europei.

Sull’onda della crisi greca esiste la paura del contagio ad altri paesi dopo il declassamento dei titoli ellenici.

Qualcosa di simile alla sensazione provata immediatamente prima del 15 settembre 2008, giorno del fallimento della banca statunitense Lehman Brothers, viene percepita dagli stati europei. La crisi greca è già in realtà una crisi a pieno titolo europeo.

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