Anonymous attacca i server della Polizia di Stato e pubblica documenti riservati

23 ottobre 2012 11:090 commenti

Gli attivisti di Anonymous sono riusciti ad introdursi nei server della Polizia di Stato e a curiosare tra e-mail e documenti riservati, alcuni dei quali sono stati scaricati e pubblicati online. Tra i documenti su cui gli attivisti sono riusciti a mettere le mani figura un intero dossier sulle proteste No-Tav, schermate con credenziali d’accesso per i sistemi riservati e circolari del 2012 che indicherebbero su quali fattispecie criminose si possono disporre operazioni sotto copertura.

L’intrusione è stata rivendicata dall’organizzazione sul suo blog, dove in un post dedicato il gruppo, rivolgendosi alla Polizia di Stato, spiega che sono ormai diverse settimane che si divertono a curiosare nei loro server, nelle loro e-mail, nei documenti e nei verbali, aggiungendo di essere così entrati in possesso di una considerevole mole di materiale, tra cui documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura, file riguardanti i dissidenti e alcune comunicazioni che a loro avviso sono in grado di dimostrare la disonestà con la quale si opera, come ad esempio una comunicazione in cui viene spiegato come appropriarsi dell’arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione. A conclusione non manca una frecciatina indirizzata al livello di sicurezza dei sistemi della Polizia, definito davvero scadente.

A corredo del post, che contiene anche dei link da cui è possibile scaricare alcuni dei documenti riservati prelevati, due immagini. La prima è un vero manifesto satirico in cui compare la scritta “Polizia battuta e scoperta”, mentre nella seconda figura la frase “We are watching you”, che suona quasi come una sorta di avvertimento.

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