Apertura scuole a rischio per tagli alle province

23 luglio 2012 16:070 commenti

Giuseppe Castiglione, presidente dell’Unione delle province italiane, nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme al presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, e al presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, ha lanciato l’allarme in merito alla possibilità che, a fronte di tagli alle province previsti dal decreto legge sulla spending review, non si riesca ad assicurare la riapertura delle scuole a settembre.

Onde evitare che l’allarme suoni come una sorta di provocazione senza alcun fondamento, Lacorazza ha precisato che l’affermazione di Castiglione non è affatto di un’esagerazione, dal momento che se non si procederà alle opportune modifiche al provvedimento la metà delle province si troverà a dover affrontare un dissesto economico. Saitta ha affermato che ad oggi non si è nella possibilità di garantire che i 5000 edifici scolastici gestiti possano iniziare l’anno scolastico, mentre Lacorazza ha sottolineato che i tagli avranno un impressionante impatto umano.

Il decreto legge riguardante i tagli alla spesa pubblica, ricordiamo, prevede per le province un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo di euro per il 2013. Il problema, secondo Castiglione, è che questo provvedimento è stato deciso considerando come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi di euro, ossia una cifra che include anche voci di bilancio delle province che non sono consumi intermedi ma servizi. Secondo il presidente dell’Upi, il taglio reale che dovrebbe spettare alle Province è pari a 176 milioni di euro per il 2012 (invece dei 500 milioni previsti) e a 352 milioni di euro per il 2013 (invece del miliardo previsto).

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