Approvato il decreto sulla Liberalizzazioni

21 gennaio 2012 14:210 commenti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Cresci Italia “un pacchetto riforme strutturali per la crescita”. Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha specificato che si tratta di norme che a lungo termine “possono aumentare produttività e Pil del 10%”.

Il decreto sulle liberalizzazioni ha l’obiettivo di aumentare la crescita del Paese. Vediamo cosa cambia.

Taxi: spetterà all’Authority decidere se aumentare o meno il numero dei tassisti ove e se necessario. Previste anche licenze part-time e maggiore flessibilità di orario.

Notai: aumenta il numero dei notai con un concorso pubblico per la nomina di 500 professionisti.

Farmacie: aumentano le farmacie (5000 in più) che potranno svolgere le proprie attività ed i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari ed i turni di apertura, praticare sconti sui prodotti. Restano in vigore le restrizioni alla vendita dei farmaci di fascia C (cioè a totale carico del cittadino).

RC auto: gli agenti assicurativi dovranno offrire ai clienti almeno tre diversi preventivi delle altre compagnie assicurative. Scatta l’obbligo da parte delle banche di fornire due diversi preventivi di assicurazione sulla vita se vincolata al mutuo.

Energia: per favorire la concorrenza entro sei mesi sarà approvata la separazione proprietaria tra Snam rete gas ed Eni.

Professionisti: come annunciato vengono abolite “tutte le tariffe professionali, sia minime, sia massime” e scatta l’obbligo del preventivo.

Carburanti: gli impianti di distribuzione dei carburanti potranno “liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore”.

Edicole: fra le novità, gli edicolanti potranno praticare sconti sulla merce.

E ancora via libera alle nuove imprese anche con la nascita di una nuova SRL semplificata per aiutare i giovani ad avviare attività imprenditoriale, ma sparisce dalla bozza lo scorporo della rete ferroviaria.

Ma dalle associazioni dei Consumatori non tardano però ad arrivare le prime critiche contro il decreto che non migliorerà la situazione economica dei cittadini.

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