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Attacco Mali, Gentiloni: Non ci sono italiani

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha confermato la notizia su #CorriereLive che non ci sarebbero italiani coinvolti negli attacchi jihadisti nell’hotel Radisson di Bamako, in Mali: l’Unità di Crisi della Farnesina, infatti, ha diffuso la notizia che non risultano italiani coinvolti negli attacchi e che dunque non vi è nessun connazionale preso in ostaggio nell’albergo di Bamako. Nonostante vi siano circa venti italiani a Bamako, “non ci sono segnali di preoccupazione per loro”, ha affermato. 

Gentiloni non vuole sentir parlare di guerra, eppure ammette che ogni Paese è in pericolo e serve la massima attenzione. “Se fosse successo venti giorni fa”, ha affermato in proposito all’attacco terroristico a Bamako, la notizia “avrebbe avuto meno riflettori di oggi”, confermando in un certo senso come l’attenzione mediatica su certi avvenimenti penda solo da una parte. Quindi, ha spiegato la situazione in Mali, “un Paese diviso tra un Nord con minoranza tuareg e un Sud dove c’è un governo protetto da forze internazionali”.

Gentiloni ha poi chiosato come processi di pace in determinati posti come il Mali siano molto difficili, visto l’accordo raggiunto soltanto  un anno fa grazie anche all’intervento francese di due anni e mezzo fa, con il quale si è sventata la minaccia tuareg.

Anche l’Italia è in guerra? Per Gentiloni, non si dovrebbe parlare di guerra, ma l’allarme resta comunque molto alto: “Abbiamo telecamere dappertutto, siamo in una situazione di sicurezza eccezionale, c’è paura per ciò che sta accadendo e c’è anche la consapevolezza  che il terrorismo fondamentalista islamista è tale che le telecamere non possono disporre di alcun potere”. Su Schengen, invece, Gentiloni afferma come si tratta di una questione delicata: al momento la sospensione non avviene e ciò significa “che restiamo attaccati alle nostre libertà“.