Attentato a Brindisi per vendetta personale di un benzinaio

7 giugno 2012 08:410 commenti

“Ho preparato e messo io quella bomba”. Sono queste le parole pronunciate al termine di un lungo interrogatorio da Giovanni Vantaggiato, titolare di un deposito di carburanti agricoli di 68 anni, abitante a Copertino, sposato e padre di due figlie. L’uomo, ritenuto responsabile dell’attentato compiuto il 19 giugno scorso presso la scuola superiore Francesca Laura Morvillo Falcone di Brindisi, è stato interrogato durante tutta la giornata di ieri presso la questura di Lecce e al momento si troverebbe in stato di fermo.

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A portare gli inquirenti a sospettare di lui sono stati due video che mostravano la sua auto in prossimità della scuola e altre immagini che mostravano più volte il transito dell’auto intestata alla moglie sulla strada del polo scolastico poco prima dell’esplosione delle due bombole di gas tenute insieme da un innesco comune e che ha causato la morte della sedicenne Melissa Bassi e il ferimento di altre sette studentesse.


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Nonostante la confessione, resta avvolto nel dubbio il movente del gesto. Secondo la pista più accreditata l’obiettivo dell’attentatore non era la scuola ma il tribunale che si trova nella stessa zona. Qualche settimana prima dell’attentato, infatti, presso il tribunale di Brindisi si era concluso un processo nell’ambito del quale Vantaggiato figurava come vittima di una truffa di oltre 300 mila euro per una fornitura di carburante. A seguito della pronuncia della sentenza, dunque, il benzinaio si sarebbe sentito vittima di malagiustizia, in quanto il processo non si era concluso con la condanna di tutti gli imputati.

L’altra ipotesi avanzata è che il benzinaio abbia agito per vendetta nei confronti del preside dell’istituto scolastico, Angelo Rampino, il quale nel 2003 aveva patteggiato una condanna per abusi sessuali ai danni di una trentenne sua vicina di casa.






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