Attenzione al messaggio WhatsApp sugli attentati a Roma: per Renzi è procurato allarme

Si parla di psicosi, ma forse la paura che serpeggia in Europa e si radica anche in Italia è giustificata dalle continue notizie e allarmi che provengono dai media dopo gli attentati di Parigi. Ci troviamo in una situazione di guerra o di lotta al terrorismo? Una risposta certa a questa domanda non c’è ancora e di certo non possiamo darla noi, ma possiamo invece parlare di quello che sta avvenendo a Roma e del panico che si sta diffondendo per colpa di un messaggio WhatsApp su possibili attentati previsti nella capitale in questi giorni: per il premier Matteo Renzi è procurato allarme. 

I paranoici, gli asociali, i complottisti e i cospirazionisti con queste notizie ci vanno a galla e buttano giù tormentoni del tipo “Non ne parla nessuno”, “Ci nascondono la verità“, “I media non dicono le cose come stanno”. Su WhatsApp sta girando in queste ultime ore un messaggio che Renzi ha già spacciato per “procurato allarme“. Un file audio in cui una donna avvisa la figlia di restare a casa perché a Roma è previsto un attentato contro la movida. La fonte? Una sua amica che lavora al Ministero degli Interni.

Secondo la voce, a Lepanto c’era una bomba sul serio e non si è trattato di un procurato allarme, mentre le televisioni stanno raccontando un sacco di bugie e le istituzioni stanno facendo previsioni più ottimistiche di quelle che sono in realtà. L’ISIS, secondo la voce di questa donna, vuole colpire a Roma i luoghi dove c’è maggiore aggregazione sociale e giovanile: dalle sale concerti, ai locali, ai quartieri della movida, fino alla metropolitana.

Una bufala, con ogni probabilità, un procurato allarme come lo ha definito il premier Matteo Renzi, che altro non fa che alimentare il panico nella capitale dopo i numerosi allarmi bomba, poi ufficializzati come falsi allarmi, degli ultimi giorni. C’è da preoccuparsi, dunque? Il giusto. Come ogni giorno. E diffidare di chi vuole seminare paura e odio.

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