Aumento assicurazione auto e imposta di trascrizione

22 agosto 2012 14:440 commenti

Dopo l’aumento del costo del carburante, l’aumento del pedaggio autostradale e la crisi economica che spinge sempre più italiani a rinunciare il più possibile all’automobile, il mercato dell’auto rischia di subire l’ennesimo colpo a causa dei rincari dell’RC auto e dell’imposta di trascrizione.

Le nuove norme sul federalismo fiscale contenute nel decreto legislativo n. 68 del 2011 prevedono che a beneficiare dell’imposta sulle polize dell’Rc auto saranno le province, che contemporaneamente potranno decidere di innalzare l’aliquota nazionale prestabilita. Tale aliquota, ricordiamo, è fissata al 12,5%, tuttavia le province possono aumentarla ulteriormente fino ad un massimo del 3,5%. Ebbene, secondo i primi rilievi la maggior parte delle province italiane ha deciso di sfruttare a pieno questa opportunità aumentando tale aliquota proprio nella misura del 3,5%. Le uniche eccezioni sono state Trento, Bolzano, Aosta e Firenze, che hanno deciso di risparmiare ai cittadini l’ennesimo salasso.


Analoga dinamica è stata ravvisata per l’imposta provinciale di trascrizione, ovvero l’imposta che si trovano costretti a pagare coloro che decidono di acquistare un’auto, sia nuova che usata, e che a fronte di ciò dovranno provvedere a iscrivere il veicolo o annotare il passaggio di proprietà presso il Pra, il Pubblico registro automobilistico. Per farlo bisogna infatti pagare la cosiddetta imposta provinciale di trascrizione, pari a circa 150 euro per veicoli fino a 53 chilowatt (pari a 72 cavalli di potenza), mentre oltre questa soglia si moltiplica poi ogni kW aggiuntivo per un valore pari a 3,5 euro.

Anche in questo caso, tuttavia, le province hanno la facoltà di incrementare questi due valori a propria discrezione e, secondo i dati raccolti, ci sono stati rincari generalizzati con punte massime anche del 30%.






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