Aumento della benzina dopo decreto Monti

7 dicembre 2011 12:272 commenti

L’aumento delle accise su benzina e carburanti, ossia di quelle tasse indirette imposte dallo Stato al momento della vendita dei beni di consumo che inevitabilmente si ripercuotono sul consumatore, e introdotto quasi in sordina dal decreto “Salva Italia” approvato domenica dal governo Monti, ha avuto un impatto immediato sui prezzi al distributore.

Calcolando anche l’effetto dovuto all’aumento dell’Iva, per un litro di benzina, stamattina, gli italiani hanno dovuto sborsare mediamente 9,9 centesimi in più; 13,6 centesimi e 2,6 centesimi, invece, gli aumenti medi per un litro di gasolio e gpl.


Secondo quanto comunicato dalla Staffetta Quotidiana, dunque, i prezzi medi dei carburanti a livello nazionale sono saliti ad 1,708 euro per la benzina, 1,702 euro per il gasolio e 0,754 per il gpl, con prezzi che al Sud Italia arrivano addirittura a toccare quota 1,8 euro al litro per i primi due combustibili.

L’aggravio sulle accise è stato recepito da tutte le compagnie ed i rincari hanno riguardato anche le cosiddette pompe bianche, quelle senza marchio, ove la media nazionale è di 1,612 euro per un litro di benzina e di 1,601 euro per un litro di gasolio.

Questi i rincari immediati, mentre un ulteriore balzo in avanti dei prezzi si avrà dopo capodanno quando le accise su benzina e gasolio aumenteranno di altri 0,5 euro per mille litri, con nuovi rialzi attesi nel settore del trasporto pubblico locale, che a partire da gennaio le Regioni potranno finanziare con un’accisa aggiuntiva di 1 centesimo in più al litro.

Con i nuovi prezzi dunque, già da oggi, ci vorranno all’incirca 85 euro per fare il pieno ad un auto di cilindrata media con serbatoio di 50 litri.






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