Aumento del prezzo della benzina per i danni del terremoto

30 maggio 2012 13:400 commenti

Al fine di reperire le risorse necessarie per affrontare l’emergenza terremoto e  finanziare la ricostruzione delle zone danneggiate, il Consiglio dei Ministri ha deliberato un aumento di due centesimi per litro delle accise sulla benzina. La decisione arrivata da Palazzo Chigi, dunque, renderà ancora più oneroso l’utilizzo dell’automobile da parte degli italiani, già seriamente in difficoltà per via della crisi e dei livelli altissimi raggiunti dal prezzo del carburante nel corso degli ultimi mesi. Per fortuna, tuttavia, l’aumento non è stato applicato nella misura massima di cinque centesimi.

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Del resto questa non è la prima volta che in occasione di calamità naturali o altri stati di emergenza il governo italiano decide di reperire risorse attraverso un aumento delle accise sulla benzina. La prima volta che fu adottato un provvedimento del genere risale infatti alla guerra in Abissinia, quando fu applicato un rincaro di 1,90 lire. Successivamente, 14 lire furono aggiunte per la crisi di Suez nel 1956, mentre l’incremento fu di 10 lire per il disastro del Vajont, per l’alluvione di Firenze nel 1966 e per il terremoto del Belice nel 1968. Il prezzo delle accise sulla benzina fu poi aumentato di 99 lire  per il terremoto del Friuli, di 75 lire per il terremoto in Irpinia nel 1980, di 205 lire per la missione in Libano nel 1983 e di 22 lire per  la missione in Bosnia nel 1996.

RIMBORSI TERREMOTO EMILIA ROMAGNA NON A RISCHIO

Dopo l’entrata in vigore dell’euro è stato applicato un rincaro di 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri nel 2004, di 0,0073 euro per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali, di 0,040 euro per l’emergenza immigrati nel 2011, di 0,0089 per l’alluvione in Liguria ed in Toscana nel 2011, di 0,112 euro sul diesel e di 0,082 euro sulla benzina a seguito della cosiddetta Manovra Monti (Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 ”Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”).






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