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Bambina autistica allontanata dal ristorante

Roberto Vassallo presidente Aut AutUna bambina autistica di 10 anni che ieri, intorno alle ore 12,30, presso il centro commerciale “Meridiana” di Reggio Emilia, stava pranzando al self service, in compagnia della sua  pedagogista, è stata allontanata da un guardia giurata,  perché, a suo avviso,  il comportamento della piccola disagiata,  non era adatto ad un luogo pubblico.

La terapista che accompagnava la bambina,  ha raccontato l’accaduto alla stampa locale: “Gazzetta di Reggio”:  “Mentre imboccavo la bambina, ci è stato detto che non era il posto giusto per noi, che allarmavamo la clientela che ci circondava”. Poi,  la denuncia ai carabinieri. 

La donna ha inoltre informato la madre della bambina, la quale, oltre ad esporre i fatti al presidente dell’associazione di genitori Aut Aut, Roberto Vassallo, ha provveduto tempestivamente a telefonare alla mensa, sfogando tutta la propria indignazione. A ricevere la chiamata, pare sia stata la cuoca del self service, completamente ignara dell’accaduto. A quel punto la questione ha iniziato a fare il giro del centro commerciale. 

Dal responsabile del servizio di sicurezza al responsabile del servizio mensa, sino ai responsabili del Centro Meridiana, tutti hanno chiesto conto al vigilante di cosa fosse realmente accaduto. La versione dei fatti, è però contrastante: ”Io non ho cacciato nessuno” ha dichiarato la guardia giurata. L’uomo dice di essere intervenuto dopo aver notato una sorta di “aggressività” utilizzata nei confronti della bambina, sollecitato, tra l’altro, da alcuni clienti preoccupati di tali atteggiamenti. Ha raccontato l’addetto alla sicurezza. 

L’amministratore del centro commerciale, Armando De Lucia: “Il personale del servizio di sicurezza del centro è intervenuto presso la tavola calda su segnalazione di alcuni clienti, allarmati dall’atteggiamento, a loro dire, troppo aggressivo da parte di un adulto nei confronti di una bambina allo scopo di farla mangiare”  ha riferito  l’amministratore.

Quindi la guardia avvicinandosi alla donna accanto alla ragazzina ha chiesto informazioni, pertanto, l’accompagnatrice ha riferito di essere la terapista di una  bambina autistica e, beffeggiandolo, gli avrebbe detto, di provarci lui se vi fosse riuscito. L’uomo, ha semplicemente aggiunto che, a dire di molti clienti, il metodo che stava adottando sembrava inopportuno.

“A quel punto,  l’educatrice ha spontaneamente abbandonato la sala, senza che nessuno l’avesse  sollecitata a farlo”.

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