Berlusconi Tarantini. Manuela Arcuri rifiutò l’invito

15 settembre 2011 19:380 commentiDi:

L’inchiesta condotta dalla Procura di Bari sul caso Tarantini, si è conclusa oggi con l’imputazione di otto persone.

Il procuratore di Bari ha depositato le sue conclusioni, sono otto gli indagati e le notifiche sono già partite. Il puzzle per la procura è ormai completato: Giampaolo Tarantini utilizzava le donne, non necessariamente escort, come moneta di scambio per tessere relazioni importanti e vincere appalti.

Il favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione degli indagati è stato compiuto – secondo i capi di imputazione.

Nella lista degli otto indagati compaiono i nomi di Gianpaolo Tarantini, di suo fratello Claudio, del suo ex amico Massimiliano Verdoscia, di Sabina Began, “l’ape regina” della corte di Silvio Berlusconi e di Francesca Lana, un’attricetta romana abituale frequentatrice delle feste e delle ville di Tarantini.

Nell’atto di conclusione delle indagini figurano anche i nomi delle ragazze che a vario titolo vennero coinvolte da Tarantini nelle feste del premier. Si tratta in gran parte di giovani personaggi del mondo dello spettacolo, dal quale è stato escluso solo il nome di Manuela Arcuri che a detta della stessa procura rifiutò l’invito, nonostante la promessa di condurre il festival di Sanremo in cambio di una notte di sesso col premier. Vengono indicate, inoltre, Terry De Nicolò, Patrizia D’Addario, Barbara Montereale e Grazia Capone.

Per i magistrati  Tarantini è stato “promotore e organizzatore dell’associazione, al fine di consolidare il rapporto con Silvio Berlusconi, con lo scopo di ottenere per il suo tramite, incarichi istituzionali e allacciare avvalendosi della sua intermediazione rapporti di tipo affaristico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica, di società a quest’utlima collegate (Sel Proc sc., Selex sistemi integrati spa e Seicos spa), di Infratelitalia spa e altre società”.

Le otto persone sono tutte indagate per incitamento e sfruttamento alla prostituzione.

Niccolò Ghedini e Piero Longo, i legali del premier  hanno sottolineato in un comunicato che il loro cliente è “totalmente estraneo ai capi di imputazione dell’inchiesta di Bari”, inoltre “non sono mai stati informati sull’imputazione a carico di Tarantini e degli altri indiziati. La ricostruzione fatta sulle serate è priva di ogni fondamento;  si trattava solamente di riunioni conviviali come affermato anche dai partecipanti”, hanno aggiunto gli avvocati, negando così come le giovani donne si siano prostituite col Capo di Governo.

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Ultimo aggiornamento 15 settembre 2011, ore 21,35

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