Bocciati i referendum sulla legge elettorale

12 gennaio 2012 17:020 commenti

Doppio no della Corte Costituzionale che dopo un giorno e mezzo di camera di consiglio ha giudicato inammissibili i quesiti referendari sulla legge elettorale proposti dal comitato promotore guidato da Antonio Di Pietro e Arturo Parisi. Bocciato, dunque, sia il quesito che chiedeva un’abrogazione totale della legge Calderoli sia quello che interveniva per chiedere l’abrogazione delle modifiche introdotte dal “Porcellum” alla legge elettorale precedente, il “Mattarellum”.

La decisione della Consulta, che ha accolto le critiche secondo cui  i due quesiti abrogando la legge del 2005  in tutto o in parti avrebbero prodotto un vuoto normativo, ha come conseguenza il mantenimento della controversa legge attualmente in vigore, con la quale si svolgeranno anche le prossime elezioni se il Parlamento, spinto dalle tante firme raccolte dal comitato referendario, non dovesse vararne una nuova.


Il “Porcellum”, che deve il suo nome ad una dichiarazione in cui l’allora ministro delle Riforme Roberto Calderoli definì la legge da lui promossa una “porcata”, introduce il sistema proporzionale con liste bloccate e soglie di sbarramento. L’elettore non può esprimere alcuna preferenza e l’elezione di deputati e senatori avviene in base alla posizione nella lista. Per la sola composizione della Camera dei Deputati è previsto un premio di maggioranza.

Furiosa la reazione di Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, che parla di deriva antidemocratica del paese e che riversa la sua ira non solo sulla Consulta, che a suo dire ha preso una decisione di tipo politico e non giuridico, ma anche sulle massime cariche dello Stato. Più cauta la reazione di Antonio Parisi che nell’attesa di leggere la sentenza, che sarà depositata entro i termini previsti dalla legge, si rivolge criticamente ai partiti ed ai capipartito che hanno voluto e beneficiato della legge Calderoli nonché a quelli che sull’onda delle firme raccolte l’hanno criticata.






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