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Bondi respinta la sfiducia

La Camera ha respinto le mozioni di sfiducia al ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, presentate dall’opposizione.

La sfiducia è stata respinta con 314 no, 292 sì e due astensioni. Il risultato delle votazione ha portato la maggioranza all’euforia e dalle loro postazioni si è levato un forte applauso. I votanti presenti sono stati 606 su 608.

Soddisfatto il ministro ha annunciato : “Il Pd e i partiti ispirati da Fini e da Casini trarranno qualche insegnamento anche da questa sonora sconfitta? Una sana idea della politica e una realistica considerazione degli interessi del Paese lo suggerirebbero. Temo che questo non avverrà, soprattutto perché i leader di queste forze politiche sono persone politicamente e umanamente assai modeste. Non sono portatori di nessuna grande idea e di nessun serio progetto politico. Sopravvivono da decenni nel grigiore della politica politicante e si distinguono unicamente per la loro capacità manovriera, per la loro indifferenza ai problemi del Paese e per il cinismo ributtante della loro politica”.

Mozioni di sfiducia “espressione”, secondo il ministro Bondi, ”di un imbarbarimento della vita del nostro Paese”, di “un cinismo della politica miope” che “non porta da nessuna parte” e “forse” l’intenzione dei presentatori era quella “di dare l’ennesima spallata al governo“.  Così è intervenuto alla Camera il ministro,  difendendo il suo operato.

Ricordando, poi, in merito alle risorse che “il colpo mortale al finanziamento della cultura è stato dato dalla sinistra, quando nel 2007, (presidente del Consiglio Romano Prodi), la legge finanziaria stabilì che i proventi dei biglietti di ingresso ai musei e alle aree archeologiche non fossero più assegnati al ministero dei Beni e delle attività culturali ma direttamente al Tesoro, per poi essere successivamente riassegnati al ministero nella misura massima del 50%. Ciò ha significato per il dicastero meno150 milioni di euro e l’onorevole Rutelli era vicepresidente del Consiglio”.

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