Bossi padania libera

bossiberlusconi “Non smetteremo di lottare fino al momento in cui la  Padania sarà libera”, ha annunciato il leader della  Lega Nord, Umberto Bossi, al primo congresso dopo la svolta elettorale.

Non appena  il soprano intona il “Va Pensiero” di Giuseppe Verdi, Daisy Pirovano, chiude l’ombrello, socchiude gli occhi e inizia, anche lei, a cantarla a voce bassa e con la mano sul petto, come se fosse una profonda preghiera.

Daisy Pirovano ha 32 anni ed è il sindaco di una piccola località, Misano, in provincia di Bergamo, a circa mezzora di distanza da Pontida, dove la Lega si riunisce ogni anno.

“Va pensiero” è l’inno ufficiale scelto dalla Lega Nord che va a contrastare quello ufficiale “Fratelli d’Italia”.

Umberto Bossi, sotto una pioggia torrenziale, ha incitato i militanti leghisti che hanno partecipato al congresso esortandoli: “La Lega non cesserà di lottare fino a quando la Padania sarà finalmente libera”. Il messaggio era intenzionalmente indirizzato a Roma. “Berlusconi è troppo intelligente per non sapere che abbiamo un sacco di voti. Deve ascoltare”. Ha ribadito Bossi.

Quest’anno il tradizionale incontro a Pontida ha avuto una rilevanza speciale, in seguito alle elezioni regionali dell’aprile scorso, dove la lega ha visto una svolta storica, ottenendo molti più voti rispetto ai precedenti anni.

Ha acquisito la presidenza di due regioni importanti, quali il Piemonte e il Veneto, aree tradizionalmente di sinistra. Questo successo ha fatto oscillare l’equilibrio della politica nazionale di destra.

Tuttavia, nonostante la forza politica del momento, la Lega non può muoversi da sola verso ciò che chiede: l’indipendenza della Padania.

Il presidente del consiglio Berlusconi, ora, però, come priorità assoluta deve pensare al miglioramento della spesa pubblica, agli ostacoli posti dai giudici e dai  giornalisti.

Bossi ha proclamato “So che ci sono milioni di padani  pronti a reclamare la nostra libertà puntando la carabina. Ma io dico, abbiate pazienza, siamo vicini”.

In un paese come l’Italia che nel 2011 celebrerà il 150° anniversario della sua unità, la proclamazione del Regno d’Italia,(17 marzo 1861), è naturale riscontrare un certo velo di scetticismo.

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