Casapound: arresti per i fatti di San Nicola, Davide Di Stefano “lo rifaremmo”

E’ lo stesso Davide di Stefano, uno dei ragazzi di Casapound che sono stati destinatari del mandato di arresto per gli episodi di violenza avvenuti durante il tentativo di impedire l’arrivo a Casale San Nicola di alcune decine di immigrati africani, a commentare su Facebook l’operazione che è stata condotta dalla Digos della capitale. Davide Di Stefano, fratello del più noto Simone, ha scritto sulla sua pagina ufficiale “Oggi sono stato arrestato insieme ad altri 8 miei fratelli. L’accusa è quella di aver partecipato agli scontri durante la protesta per l’apertura di un centro profughi a Casale San Nicola. Per noi l’orgoglio è quello di aver difeso i cittadini italiani dalle manganellate di un prefetto.
Quello di averli difesi da un governo che foraggia l’invasione e la sostituzione del nostro popolo. 
Lo rifaremmo, a qualunque costo, altre mille volte. CasaPound alla Vittoria!

La puntualizzazione di Davide di Stefano completa il quadrato che i vertici di Casapound hanno costruito attorno a questa operazione di polizia che come un fulmine si è abbattuta su Casapound. Già in precedenza, infatti, il leader Gianluca Iannone, e lo stesso Simone di Stefano, avevo parlato di provvedimenti assurdi che non riusciranno ad abbattere il morale del gruppo politico.

I destinatari di misure restrittive per i fatti di Casale San Nicola sono in tutto 9 tra arresti ai domiciliari e obblighi di firma in questura. Il reato contestato per tutti è quello di resistenza aggravata. I ragazzi di Casapound intervennero quel giorno per dare man forte agli abitanti della zona che volevano impedire l’arrivo di pullman che trasportavano migranti giunti dall’Africa. Quel giorno stesso erano stati fermati dalla polizia un quadro di Fratelli d’Italia, Giorgio Mori, e Stefano Caradonio che faceva riferimento a Militia, formazione di ultradestra. I militanti di Casapound, immagini alla mano, non si erano infiltrati in alcuna protesta visto che comunque, in quell’area, era presente un presidio spontaneo contro l’arrivo dei migranti già da alcuni mesi e che CPI partecipava attivamente a questo presidio.

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