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Cassino shock, 14enne scrive nel tema di italiano: “Violentata da papà due volte”

Incredibile quanto emerso da un tema scolastico, la cui traccia diceva “Scrivi una lettera a tua madre confessando le ciò che non ha il coraggio di dirle”. Una ragazzina di 14 anni scrivendo il tema avrebbe confessato di essere stata stuprata dal padre. “Sono stata stuprata da papà, la prima volta fu in un giorno in cui non mi sentivo molto bene e non sono andata a scuola”, è questa la rivelazione della quattordicenne di Cassino in provincia di Frosinone e riportato poi da alcuni quotidiani tanto da essere confermata anche dal Gip. Il padre della quattordicenne è indagato per violenza sessuale nei confronti della figlia. Secondo quanto riferisce il magistrato, i gravi indizi di colpevolezza sarebbero emersi con evidenza dalle parole scritte e dalle confidenze fatte dalla minore all’insegnante e ai suoi familiari e non ci sarebbero motivi per dubitare sull’attendibilità delle agghiaccianti confidenze. La ragazzina avrebbe confessato tutto anche alle sue professoresse, dopo aver scritto il tema che ha davvero lasciato senza parole le insegnanti.

La madre della ragazzina è stata è immediatamente convocata dal dirigente scolastico ed una volta appresa la tragica notizia, si è recata presso il commissariato di polizia di Cassino presentando la denuncia nei confronti del marito, con il quale riferisce ci sarebbe stato da sempre un rapporto normale e sereno, tranne qualche discussione nata Più che altro per motivi economici o per eccessivo uso di sostanze alcoliche da parte dello stesso. In realtà però sembra che la donna avesse comunque raccontato di un episodio molto simile avvenuto anche solo la seconda figlia che adesso Ha 28 anni e ha tenuto a precisare che in quell’occasione il marito le aveva promesso che non ci sarebbero stati più fatti analoghi.

Adesso il tribunale nei confronti del padre ha disposto l’allontanamento da casa e si trova in un paesino a circa 20 chilometri da Cassino ed è controllato con il braccialetto elettronico. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe un’indole manipolatrice con una scarsa capacità di controllo su quelli che sono i propri istinti sessuali. È stato proprio il Sostituto Procuratore Roberto Bulgarini, il magistrato che ha seguito la delicata richiesta e che a conclusione della stessa ha chiesto la misura cautelare e l’allontanamento dell’adolescente dal nucleo familiare.

L’uomo qualche giorno fa sarebbe comparso dinanzi al GIP per l’udienza di garanzia, ma in attesa che le indagini si concludano, pare si sia valso della facoltà di non rispondere. Al momento le indagini sono ancora in corso, ma l’uomo si è dichiarato totalmente estraneo alle accuse e non è escluso che si proceda con un incidente probatorio per avere un quadro completo.

IL MINORE VITTIMA Due motivi importanti mi hanno portato a riflettere sul tema dell’abuso sessuale verso i minori ed a sceglierlo quale argomento seminariale di fine corso in criminologia, organizzato dal CSVS ed un’Associazione di Volontariato in Lecce, tenutosi nell’anno accademico 2004/05. Il primo è che la disciplina della sessualità agita sui minori è stata profondamente rivisitata con la legge 15 febbraio 1996 n. 66 sulla violenza sessuale e poi con la legge 3 agosto 1998 n 269 contenente norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori quali nuove norme di riduzione in schiavitù. La legge del 28 marzo 2001, n.149 recante modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in merito alla “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”, nonchè al titolo VIII del libro primo del codice civile. Infine, nel maggio 2001 è entrata finalmente in vigore, anche nel nostro paese, la legge 154 che ha introdotto nel nostro ordinamento l’“ordine di allontanamento del maltrattatore dalla famiglia, con riferimento all’art 37 che ha modificato alcuni artt. del cod. civ. prevedendo che il giudice possa ordinare l’allontanamento dalla residenza familiare, del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore.”. Con tale normativa la donna in difficoltà per avere subito violenze non solo da parte del coniuge, ma anche ( e questa è una novità) del convivente o da altro componente della famiglia, ha la possibilità di ottenere un provvedimento del giudice che allontani immediatamente il maltrattatore, impedendogli di avvicinarsi alla casa, al luogo di lavoro e agli altri luoghi maggiormente frequentati dalla persona maltrattata, senza dover pre-sentare per forza denunzia penale.

Già il nostro codice prevedeva una simile normativa, ma solo per fatti gravi che ricadano in ipotesi di reato, con l’obbligo di denuncia e l’intervento del Giudice penale. Con la nuova legge la persona maltrattata ha la possibilità di ottenere i provvedimenti sopraddetti anche nelle situazioni meno gravi, ma che necessitano comunque di una tempestiva tutela, mediante un semplice ricorso al Giudice Civile, che instaurerà un procedimento celere ed efficace. Tale ricorso può essere proposto personalmente dalla donna senza l’ausilio di un difensore né è soggetto a oneri fiscali. Ove il Giudice Civile rilevi un grave pregiudizio alla salute, all’onore, alla libertà personale della donna emetterà l’ordine di allontanamento del maltrattatore sia esso il coniuge, il convivente o altro componente della famiglia e ordinerà la cessazione della condotta pregiudizievole; imporrà l’obbligo del pagamento periodico di un assegno a favore della famiglia che rimanesse priva di mezzi adeguati. Questa ultima importante novità potrà favorire l’emergere di violenze che spesso la donna nasconde, per timore di non essere in grado, da sola, di far fronte ai bisogni economici della famiglia. Va aggiunto che tali misure sono provvisorie in quanto la durata massima dell’allontanamento prevista dalla norma non può essere superiore a sei mesi rinnovabili per una sola volta. L’ordine di allontanamento del maltrattatore mira a favorire un periodo di distacco e di riflessione nella coppia e a verificare se sia possibile un recupero delle relazioni familiari, specie in presenza di figli. In caso di inadempimento all’ordine emesso dal Giudice è prevista l’applicazione di una pena fino a tre anni o la multa fino a 2 milioni quale effettivo deterrente al ripetersi di violenze e maltrattamenti, almeno nel periodo di efficacia dell’ordine di allontanamento. E già il fatto che le leggi siano cambiate costituisce una buona ragione perché insegnanti, giudici, avvocati, operatori dei servizi e del privato sociale si interroghino su quali attitudini nuove tutti noi siamo chiamati ad assumere in questo campo. Il secondo motivo è l’impressione diffusa che nella nostra società siano in aumento gli abusi sessuali ai minori. Sarebbe di particolare interesse analizzare alcuni aspetti del fenomeno dell’abuso sessuale ai danni del minore nella sua “visibilità giudiziaria”, in quanto quest’ultima comporta, anche, una “visibilità sociale” del fenomeno, in quanto l’intervento giudiziario attiva inevitabilmente modalità di intervento psicosociale.

Ma è un dato di fatto inconfutabile che, sia per la nuova consapevolezza sia per l’emergere ripetuto di casi gravissimi, appaiono armai inaccettabili e sbagliati qualsiasi atteggiamenti di riduzione o di negazione a livello sia di posizioni culturali sia di risposte sociali e giudiziarie. Analizzando più da vicino tali problematiche, esse partono da una fondamentale constatazione. Ciascun essere umano diventa genitore e forma una famiglia, ma il punto di partenza è unico: lo stato di figlio inizialmente minore, poi adolescente, giovane e adulto.., questi con la responsabilità di ulteriori figli, propri o altrui. Ecco che la famiglia diviene il luogo dove la storia dell’uomo si sviluppa, dove si forgia la personalità del singolo individuo, almeno nei suoi tratti essenziali, dove ci si prepara ad affrontare il mondo esterno ed il futuro. La famiglia è il principale fattore dello sviluppo fisico, psichico e sociale dell’individuo. Essa esercita un’insostituibile funzione educativa, rispondendo ai bisogni del bambino, aiutandolo a costruire la fiducia di base, fornendogli i necessari modelli di identificazione per modulare il suo comportamento e costruire il ruolo sessuale e sociale, sostenendolo nelle frustrazioni ed aiutandolo a conoscere se stesso, le proprie capacità, i propri limiti, in modo da stabilire gli obiettivi da conseguire. “La violenza nelle relazioni familiari, in particolare il maltrattamento e l’abuso sessuale” sono argomenti molto vasti che comprendono numerose e specifiche sfaccettature. Nel corso della relazione, illustrerò attraverso uno schema i vari tipi di maltrattamento dei minori in famiglia con i relativi riferimenti legislativi, presenterò poi un caso, sottolineando le reali conseguenze criminologiche, e sociologiche che ne derivano.

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