Cesare deve morire dei fratelli Taviani candidato italiano agli Oscar 2013

26 settembre 2012 15:030 commenti

È Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani il candidato italiano per i premi Oscar 2013.

Il film dei Taviani è stato scelto dalla Commissione di Stato istituita presso l’Anica su incarico dell’Academy Award e composta da Angelo Barbagallo, Nicola Borrelli, Francesco Bruni, Martha Capello, Valerio De Paolis, Piera Detassis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano e Paolo Mereghetti.

Nella short list iniziale dei dieci film selezionati figuravano “Bella addormentata”  di Marco Bellocchio, “Il cuore grande delle ragazze” di Pupi Avati, “Diaz” di Daniele Vicari, “È stato il figlio’ di Daniele Ciprì, “Gli equilibristi” di Ivano De Matteo, “La-bas, Educazione criminale” di Guido Lombardi, “Magnifica presenza” di Ferzan Ozpetek, “Posti in piedi in Paradiso” di Carlo Verdone e “Reality” di Matteo Garrone (già vincitore del Gran Prix della Giuria a Cannes 2012).


ORSO D’ORO AI FRATELLI TAVIANI

Le nomination agli Oscar saranno rese note dall’Academy il prossimo 10 gennaio e il 24 febbraio 2013 sarà celebrata la cerimonia di assegnazione dei premi. L’Italia ripone dunque le sue speranze in Cesare deve morire, il film dei fratelli Taviani che ha già conquistato l’Orso d’Orso all’ultimo Festival di Berlino che racconta la messa in scena appassionata della tragedia di Shakespeare , raccontando i laboratori teatrali curati da Fabio Cavalli all’interno del carcere di Rebibbia. Il film è stato girato proprio nella Sezione di Alta Sicurezza di Rebibbia, protagonisti, Cosimo Rega, Salvatore Striano, Vincenzo Gallo, Giovanni Arcuri, Antonio Frasca, detenuti che partecipano attivamente da anni ai laboratori teatrali del carcere.

Sono più di dieci anni che un film italiano non si aggiudica la statuetta come miglior film straniero: l’ultimo ad aggiudicarselo fu La vita è bella di e con Roberto Benigni. Ma era il 1999. Addirittura l’ultimo film italiano entrato nella cinquina, anche se non vinse la statuetta, è stato La bestia nel cuore  di Cristina Comencini nel 2006. 

 





Tags:

Lascia una risposta