Chiesa, il matrimonio si può annullare anche per mammismo

16 febbraio 2014 14:130 commentiDi:

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Svolta epocale della Chiesa in fatto di matrimoni, dato che da ora in poi il sacramento potrà essere annullato per mammismo, termine appositamente coniato dal Tribunale Ecclesiastico per definire il coniuge che non riesce a staccarsi dalla mamma, o comunque dai genitori.

Un fenomeno che sembra essere in continua espansione, da non confondersi però con i mammoni, ovvero coloro che non si staccano dalla mamma neanche in senso reale, non solo figurato, e che con la mamma continua a vivere. Il mammista si sposa e se ne va da casa, ma i suoi atteggiamenti continuano ad essere quelli di un figlio e non di uomo.

Lo stesso vale anche per le donne, non solo per gli uomini, anche se tendenzialmente le donne tendono ad avere una maggiore indipendenza dalle figure genitoriali.

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Come si comporta il mammista

Monsignor Paolo Rigon, Vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico della Liguria, che ha redatto la relazione introduttiva all’apertura dell’anno giudiziario ecclesiastico in cui si parla, appunto, dei mammisti, li definisce come persone che:

per ogni scelta, per ogni mossa necessitano dell’approvazione del genitore che di fatto diventa psicologicamente il vero coniuge mentre la persona che si è sposata sarà solo la sostituta.

In pratica si tratta di coloro che invece di prendere decisioni confrontandosi con il coniuge e decidendo con lui o lei quale sia la soluzione migliore in base alle esigenze della loro famiglia, ha sempre bisogno del parere della madre, più raramente del padre, e in base a questo decidono.

La mamma che deve sapere tutto e dire la sua su tutti gli aspetti della vita famigliare e relazionale della coppia e “porta a una dipendenza che inficia gravemente la vita coniugale”. E anche quella sessuale: per i mammisti il sesso si configura più come una ginnastica che non il segno di una relazione affettiva.

Quali sono le conseguenze del mammismo?

Secondo la sessuologa sessuologa Alessandra Graziottin, direttrice del reparto di Ginecologia dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano:

Se non è risolto il rapporto genitoriale è impossibile stabilire un legame profondo con il partner, e questo si ripercuote sullo stesso progetto di famiglia, anche perché si instaurano dinamiche di confronto, per cui il partner viene sempre paragonato al genitore, che possono sfociare in veri psicodrammi.

 

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