Cinghiali radioattivi trovati in Piemonte

8 marzo 2013 11:020 commenti

Sono state trovate tracce di cesio 137 oltre la soglia contemplata dal regolamento tollerabile in caso di incidenti nucleari in alcuni cinghiali nel piemontese. La sostanza è stato rinvenuta successivamente ad alcune verifiche nella lingua e nel diaframma di cinghiali locati nella zona alpina della Valsesia.

Il cesio 137 altro non è che un isotopo radioattivo il quale peraltro nel 1986 è stato rilasciato dalla centrale di Chernobyl.

L’allarme è stato dato dal Ministero della Salute in una nota. L’ipotesi è che sia stato rilasciato dalla Centrale Nucleare Enrico Fermi che si trova a Trino, nel vercellese. C’è da dire che la centrale non è attiva dal 21 marzo 1987.


Un campanello d’allarme

Gli esperti hanno analizzato campioni di capi abbattuti durante l’ultima stagione venatoria. Il livello di cesio 137 è apparso superiore alla norma disciplinata dal Regolamento 733 del 2008, come soglia tollerabile in caso di incidente nucleare.

Ed ora? Gli esperti dicono che occorre “analizzare gli esemplari, la loro età e morfologia, capirne la dieta e se, ad esempio, sono migrati da altre zone”. Si tratta, dunque, di un campanello di allarme a tutti gli effetti.

L’utilità dei cinghiali nel territorio è fondamentale, dal momento che riescono anche a fornire informazioni sul livello di inquinamento ambientale.






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