Comune di Carbonia mantiene squillo

31 gennaio 2012 08:050 commenti

Dopo una lunga indagine, ieri è finito in manette Adriano Puddu, il sindaco di Portoscuso accusato per corruzione, concussione sessuale, peculato e voto di scambio con risvolti a luci rossi. Secondo le prime ricostruzioni l’uomo avrebbe concesso a ragazze dai 18 ai 33 anni sussidi pubblici in cambio di prestazioni sessuali a lui e ad alcuni suoi amici, tra cui avvocati, professionisti e un prete, tale Don Antonio Carta.

L’Unione Sarda ha pubblicato un articolo in cui vengono descritte queste fanciulle, come donne molto giovani che abitano in case popolari con l’antenna satellitare, guidano belle auto, indossano vestiti firmati, fanno colazione al bar e utilizzano telefoni cellulari di ultima generazione. Il quotidiano definisce lo scandalo come quello di Via Olgettina, ma in chiave sulcitana, così come viene riportato proprio nell’articolo di questa mattina.


Dalle informazioni in nostro possesso sappiamo che i nomi delle ragazze si trovano sul libro paga dei Servizi sociali del Comune e più precisamente nel programma contro la lotta alla povertà, infatti ricevevano contributi di 150-200 euro al mese, buoni spese da 50 euro, casa popolare e il rimborso totale di tutte le spese mediche e farmaceutiche, oltre agli eventuali extra. In quest’ultima categoria rientravano regali in denaro, inviti a cena e una in particolare ha ottenuto un posto di lavoro a tempo indeterminato all’interno di un cantiere comunale, perché aveva segnalato una situazione economica disastrosa e figli a carico.






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