Concorso inserimento in graduatoria insegnanti

19 dicembre 2011 16:011 commento

Qualcosa sta per cambiare. Il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo (già  accademico italiano e Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha dichiarato oggi che è ormai tempo di indire un maxi concorso per la scuola pubblica entro e non oltre il 2012.

“Da 13 anni non ci sono più concorsi pubblici – ha dichiarato il Ministro – e questo è senz’altro un tema su cui bisogna lavorare”. Il concorso potrebbe interessare circa 300mila persone per l’abilitazione alle scuole elementari, medie, superiori.

L’ultimo concorso per l’inserimento in graduatoria degli insegnanti risale in effetti ormai al lontano 1999. Poi, per anni, per ottenere l’abilitazione, gli aspiranti insegnanti delle scuole superiori hanno dovuto frequentare la SISS, scuola di specializzazione all’Insegnamento Secondario, rimettendosi sui libri frequentando a tempo pieno il corso. E per insegnare alle scuole elementari è stato necessario per molti prendere una seconda laurea in Scienze della Formazione.

Per Profumo il nuovo concorso rappresenta un’urgenza perché se l’Italia vuole davvero crescere, deve prestare maggiore attenzione alla scuola. “Dobbiamo avere molto più rispetto e attenzione di quanto è stato fatto finora. Università, ricerca e innovazione sono il punto di partenza del nostro Paese” ha dichiarato oggi a Savona dove ha inaugurato stamane i nuovi alloggi studenti del campus universitario.

Priorità anche per la sicurezza delle scuole, indice della crescita del Paese che rappresenta il principio di fondo del piano-scuola del nuovo Governo. Vedremo se le parole di Profumo si trasformeranno in realtà: il piano-scuola del Governo Monti sarà presentato in Commissione parlamentare il prossimo mese.

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1 commento

  • Profumo è un “accademico” nonchè un banchiere, dovrebbe saper far di conto: monti dichiarò che se non si fosse fatta la “manovra” lo stato non avrebbe avuto i soldi per pagare gli stipendi e le pensioni, ora vogliono assumere altri statali, chi li pagherà?

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