Croazia sarà ventottesimo Paese Ue

30 giugno 2013 08:470 commenti

ueDa lunedì la Croazia diventerà il ventottesimo Paese membro dell’Unione europea. Nella giornata di oggi le celebrazioni con 15 capi di Stato, 13 capi di governo, tre presidenti di Parlamento, 12 vice-premier, sette ministri degli Esteri e altre 20 delegazioni straniere di vario genere, con nel complesso circa 170 ospiti, che rappresenteranno i Paesi dell’Ue, dei Balcani e di varie istituzioni internazionali. Una festa che fa terminare un percorso lungo e a tratti faticoso, iniziato ventidue anni fa con la secessione della Croazia dalla Jugoslavia, che è continuato con un conflitto sanguinoso e con otto anni di negoziati con Bruxelles.


Se la classe dirigente evidenzia l’importanza dell’ingresso nell’Ue, la popolazione lo vive con indifferenza o addirittura con ostilità. Colpa della situazione economica: cinque anni consecutivi di recessione, alti indici di debito pubblico e deficit di bilancio, un tasso di disoccupazione, soprattutto fra i giovani, tra i più alti in Europa. E le notizie sullo stato dell’economia dei Paesi membri dell’Unione non aiutano a creare un clima di fiducia.

Il quadro economico. A maggio la disoccupazione è diminuita poco sotto il 20%, uguale a quasi 330 mila persone, solo grazie però alle assunzioni stagionali nel turismo, l’unico settore a non risentire della crisi. Quella giovanile è la terza in Europa, al 51%, subito dopo Grecia (59%) e Spagna (55%) e di molto superiore alla media europea, che è del 23%.

Con tale situazione come sfondo, il 52% dei croati interpellati per un sondaggio sostiene che le celebrazioni per l’adesione sono “solamente uno spreco” e il 70% dei giovani si augura di trovare un lavoro all’estero. L’appoggio all’ingresso in Europa, che da 20 anni è l’obiettivo strategico nazionale, resta comunque alto, al 61%.






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