Danneggiata un’opera di Pesce al MAXXI

20 settembre 2014 17:570 commenti

Una versione gigante della poltrona a forma di donna che Gaetano Pesce pensò nel 1969 per denunciare la condizione femminile. È questa l’opera che è stata danneggiata al MAXXI di Roma.

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Un atto vandalico indirizzato ad un’opera di Gaetano Pesce, la sedia a forma di donna pensata per la denuncia della condizione femminile alla fine degli anni Sessanta. Lo sfregio nella notte tra il 19 e il 20 settembre. Sembra che l’atto vandalico sia stato portato a termine da più di una persona.

Al MAXXI di Roma, la poltrona di Pesce era nella piazza del Museo che ha organizzato una mostra personale dedicata all’artista. Come tutte le opere anche questa ha un nome, si tratta dell’UP 5&6. Il fatto che sia gigante non è un caso. L’artista, infatti, vuole sottolineare ancora una volta l’urgenza e l’attualità della condizione femminile. L’opera è alta sette metri. Dentro la stessa ci sono delle questioni sulla sofferenza delle donne nel mondo.


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Le pareti che sono proprio uno strumento di riflessione per i visitatori, sono state danneggiate e colpite in più di un punto. Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI, ha immediatamente espresso il suo rammarico per l’atto vandalico ai danni di un’opera straordinaria che denuncia le violenze e le discriminazioni di cui sono vittime le donne.

Pesce ha detto invece di essere dispiaciuto e preoccupato, soprattutto per il senso che quest’opera riassume. Si tratta del corpo di una donna imprigionato dai pregiudizi maschili, una condizione in cui l’universo femminile è ancora a distanza di qualche decennio dalla prima versione.






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