Debito Usa raggiunto accordo in extremis

1 agosto 2011 07:570 commentiDi:

I parlamentari americani hanno trovato un accordo per alzare il limite massimo del debito di 2100 miliardi di dollari, in cambio di almeno 1000 miliardi di tagli di bilancio. Il congresso ha 48 ore per votare.

Alla fine l’incertezza sembra essersi dissolta a Washington. Dopo lunghe settimane di negoziati, repubblicani e democratici hanno trovato un accordo per alzare il tetto del debito americano. 

Dopo una smentita giunta  ieri pomeriggio, la Casa Bianca ha confermato nella tarda serata di domenica (lunedì mattina in Italia) che il presidente Barack Obama e il Congresso erano pervenuti in extremis a raggiungere un accordo, ad annunciarlo lo stesso presidente americano “L’intesa – ha detto – ci consentirà di porre fine alla crisi e di sollevare un’ombra che si allungava sull’economia”. 

Entrambi i leader, democratici e repubblicani hanno sottoscritto il compromesso, che verrà illustrato oggi, ai parlamentari, per arrivare il più rapidamente possibile al voto decisivo. 

Il piano prevede un innalzamento del tetto del debito di 2.400 miliardi e altrettanti tagli  di spesa in dieci anni. 


Ciò dovrebbe impedire un default con conseguenze potenzialmente catastrofiche per tutta l’economia mondiale. 

Tuttavia, il piano presenta ancora alcune zone d’ombra. Per il momento sono filtrati solo pochi dettagli sulle misure complementari per ridurre il deficit americano. 

Secondo un responsabile americano, l’accordo prevede una prima riduzione delle spese di 1.000 miliardi di dollari. Una speciale commissione bipartisan eletta dal Congresso sarà incaricata di delineare i tagli di spesa aggiuntiva di 1500 miliardi di dollari. Inoltre, il piano non prevede alcun aumento di tasse sotto alcuna forma. Nel caso in cui la commissione fallisse, scatterebbero tagli automatici anche su settori, oggi, non rientranti, tra i quali la difesa e il programma sanitario Medicare per gli anziani. 

Se la notizia di questo accordo ha ridato fiducia ai mercati finanziari, in particolare a quelli asiatici, occorre essere cauti, bisognerà infatti attendere il voto finale del Congresso, dovrebbe essere solo questione di ore, e ci si augura che nei due partiti non emergano pericolose ribellioni. 

Obama conta di avere il progetto sulla sua scrivania per la firma entro martedì sera, quando altrimenti scatterebbe un rischio di default che può mettere in forse i pagamenti federali, prima ancora che quelli sul debito, gli assegni delle pensioni e gli stipendi di dipendenti pubblici e militari. 

 

Ultimo aggiornamento 01 agosto 2011 ore 09,55






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