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Detenuto si cuce la bocca per protesta

Un drammatico gesto quello compiuto da un detenuto in carcere a Nuoro, con la condanna all’ergastolo.

Alessandro Bozza, 50 anni, si è cucito la bocca per protesta, ritenendosi vittima di un’ingiustizia, l’uomo rifiuta anche cibo e acqua.

La denuncia proviene da Maria Grazia Caligaris,  presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme, che indica: “al detenuto è stato precluso l’accesso al laboratorio, dove effettua dei piccoli lavori, e alla scuola, che frequenta con profitto, in seguito ad un certificato medico che ne attesta la non idoneità. Il detenuto tuttavia, ritiene il provvedimento non fondato e in contrasto con un altro certificato che al contrario lo definisce abile al lavoro”.

La presidente inoltre sottolinea: “Alessandro Bozza, ideatore e autore dei libri-farfalla con i racconti, le favole e le filastrocche dedicate ai bambini dei detenuti della sezione Alta Sicurezza dell’Istituto penitenziario di Bad’e Carros, è una persona di poche parole, con una straordinaria sensibilità. La permanenza in carcere ha esasperato questa condizione rendendo il suo equilibrio particolarmente delicato. Non consentirgli l’accesso al laboratorio e alla scuola, senza una motivazione condivisa, è per lui l’equivalente di rinunciare alla vita. Il gesto estremo che ha compiuto è per lui l’unico in grado di fargli esprimere lo stato d’animo in cui si trova”.  

Ultimo aggiornamento 24 novembre 2011 ore 14,42

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