Dettagli riforma delle pensioni

5 dicembre 2011 23:014 commenti

Piange il Ministro del Lavoro Elsa Fornero durante la conferenza stampa nella quale, domenica sera, ha illustrato le modifiche introdotte con la manovra finanziaria del governo Monti in fatto di pensioni. Piange, tanto che il Presidente del Consiglio è costretto a prendere la parola e a terminare l’intervento. Lacrime di coccodrillo diranno i sindacati, viste le radicali e pesanti modifiche apportate al sistema pensionistico ed il sacrificio (parola che il ministro non ha saputo pronunciare senza lasciarsi andare alle lacrime), al quale tutti i lavoratori italiani sono chiamati.

C’è, tanto per cominciare, un provvedimento anticrisi tramite cui sono congelate per due anni le rivalutazioni delle pensioni erogate. Ciò significa che per gli anni 2012-2013 le pensioni non saranno più adeguate alla crescita dell’inflazione, andando così ad incidere sul potere d’acquisto di chi le percepisce. Il provvedimento non riguarda le pensioni minime (fino a 486 euro è previsto un adeguamento del 100%) e quelle al doppio della pensione minima (fino a 972 euro è assicurata una copertura del 50% dell’inflazione).

Passando agli interventi strutturali e di lungo periodo, c’è il passaggio per tutti dal più vantaggioso sistema retributivo a quello contributivo, introdotto nel ’95 dalla riforma Dini. Con questa riforma l’assegno percepito sarà calcolato in base ai contributi effettivamente versati e prelevati in busta paga nell’arco della vita lavorativa e non più sulla base dello stipendio riscosso negli anni precedenti il pensionamento.

Altre novità sono costituite dall’abolizione delle quote (che permettevano il pensionamento sommando gli anni anagrafici ed i contributi versati) e dall’innalzamento della soglia d’età per le pensioni di anzianità, da 40 anni di contributi a 42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne. Prevista inoltre una penale per coloro che optano per la pensione di anzianità (la cui nuova denominazione è pensionamento anticipato) non avendo ancora raggiunto i 63 anni, con un taglio del 3% su ogni anno d’anticipo. In programma invece incentivi per chi sceglie di continuare a lavorare.

Le pensioni saranno quindi in gran parte di vecchiaia. La soglia d’età minima per percepire i contributi previdenziali sarà per tutti fissata, entro il 2018, a 66 anni che diventeranno 67 nel 2022: per uomini e donne del settore pubblico la soglia sarà attivata dal 2012; per le donne del settore privato, invece, il raggiungimento della soglia avverrà, a partire dai 62 anni del 2012, secondo aumenti biennali di 2 anni.

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4 commenti

  • Buongiorno: io ho compiuto i 40 anni di anzianità lavorativa a settembre 2011, però grazie alla riforma Tremonti dovevo aspettare a percepire la pensione a Ottobre 2012 anzichè gennaio 2012, nonostante io sia entrato in mobilità lo scorso anno con accordo sindacale antecedente ad aprile, e la riforma Tremonti prevedeva di poter utilizzare il vecchio sistema, però per un massimo di 10000 persone.
    SApete dirmi quando potrò andare in pensione.

  • Compio 66 anni e tre mesi il 1 di ottobre 2015 con anni 13 di contributi . Posso andare in pensione di vechiaia ?

  • leonardo pranio

    ho 58 anni, 26 anni di contributi da dipendente 12 anni di contributi da artigiano 4 anni di contributi co.co.co. , per un totale di 42 di contributi come si forma la mia pensione e quando avro diritto di andare. grazie

  • Per avere la pensione di vecchiaia minima bisogna aver versato contributi per 20 anni + eta anagrafica con soli 13 anni di contribuzione non si ha diritto alla pensione di vecchiaia, bisogna aspettare l’asegno sociale. A.S

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