Dimissioni dell’Ufficio presidenza Grandi Rischi

24 ottobre 2012 08:510 commenti

A seguito della sentenza di condanna a sei anni di reclusione e al pagamento di un risarcimento per complessivi 7,8 milioni di euro nei confronti di sette componenti della Commissione Grandi Rischi, accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali colpose per aver sottovalutato i rischi del terremoto che nel 2009 colpì L’Aquila, ha rassegnato le dimissioni l’intero Ufficio di presidenza della Commissione, composto da Luciano MaianiGiuseppe Zamberletti e Mauro Rosi. Il presidente Maiani, in particolare, ha affermato che a suo avviso non sussistono le condizioni per lavorare serenamente.

A lanciare l’allarme sulle conseguenze della sentenza di condanna e delle successive dimissioni dell’intero Ufficio di presidenza della Commissione Grandi Rischi è la Protezione Civile, secondo cui si arriverà alla paralisi delle attività di previsione e prevenzione, con il rischio di regredire fino a venti anni fa, quando la Protezione Civile svolgeva solo attività di soccorso ed assistenza a disastro già avvenuto.

Ma a scagliarsi conto la sentenza di condanna arrivata nei giorni scorsi non sono solo i membri della Commissione Grandi Rischi  e della Protezione Civile, ma gli scienziati del mondo intero. La decisione dei giudici italiani è infatti stata definita una “sentenza shock” dai giapponesi, mentre gli scienziati Usa della Union of Concerned Scientists hanno parlato di una sentenza “assurda e pericolosa”, per questo hanno chiesto l’intervento del Presidente della Repubblica italiano. Dello stesso parere anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, secondo cui la sentenza deve essere necessariamente corretta in quanto non è possibile prevedere quando si verificherà un sisma e la sua gravità. Per questo bisogna condannare i cattivi costruttori, non gli scienziati.

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