Dopo il bonus Renzi, un’altra novità in busta paga

24 settembre 2014 12:060 commenti

Il bonus Renzi, per forza di cose, non poteva essere riservato a tutti i lavoratori dipendenti del settore pubblico e del settore privato. È stato definito un criterio reddituale che ha escluso una porzione di lavoratori da questa misura rilancia-consumi. Adesso arriva una seconda novità.

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L’Italia è ancora lontana dalla ripresa e a livello finanziario si cercano tutti gli stratagemmi utili per rispettare gli impegni presi con l’Europa e mostrarsi più produttivi che mai. È stato per esempio inserito il reddito derivante dalle attività illegali, all’interno del PIL che così cresciuto di 56 miliardi di euro, ha contribuito sensibilmente alla riduzione del debito pubblico sotto la quota del 3%.

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Gli italiani, a tutte queste manovre, non ci credono poi tanto e vogliono vedere i soldi in busta paga, quelli necessari per consumare prodotti e servizi e per far girare l’economica. Il cosiddetto bonus Renzi aveva questo obiettivo ed ora sembra che con la stessa logica sia stata fatta un’altra proposta che, diversamente dagli 80 euro del premier, interesserebbe tutte le categorie di lavoratori.

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La proposta è questa: per un anno (o forse anche per due o tre anni per i dipendenti del settore privato), in busta paga, è trasferito il 50 per cento del Tfr, il trattamento di fine rapporto e l’altra metà viene lasciata alle imprese. Il Tfr, che corrisponde alla liquidazione, è erogato in genere quando finisce un rapporto di lavoro, sia per il pensionamento, si per il licenziamento, sia per le dimissioni e via dicendo.

Questa proposta riguarda il Tfr che è stato già maturato negli anni lavorativi e si propone di liquidarlo annualmente. La scelta, però, dovrebbe sempre essere operata dal dipendente.

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