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Stamane i carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito 41 ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti esponenti di due clan camorristici rivali, particolarmente attivi nel comune vesuviano di Ercolano. Tra gli indagati spiccano anche due cantanti neomelodici che nei testi e video delle loro canzoni inneggiano allo stile di vita camorristico esaltando la figura del capoclan, dipinto come personaggio da rispettare, e l'omicidio, giusta punizione per chi tradisce.

Due cantanti neomelodici indagati per camorra

indagati due cantanti neomelodiciGrossa operazione anticamorra questa mattina ad Ercolano, comune alle pendici del Vesuvio e teatro di una feroce faida tra i clan Ascione-Papale e Iacomino-Birra, che si contendono il controllo degli affari illeciti della zona. I Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno infatti eseguito 41 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti presunti affiliati alle due fazioni camorristiche, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di stampo mafioso, estorsione, omicidio, violazione alla legge sulle armi, rapina e spaccio di droga.

Nel corso delle indagini, coordinate dalla Direzione Distrattuale Antimafia di Napoli, sono stati inoltre identificati gli esecutori dell’omicidio di Raffaele Filosa, avvenuto ad Ercolano nel 2001, e del tentato omicidio di Vincenzo Durantini, avvenuto nel comune vesuviano il 13 dicembre del 2010, oltre che i soggetti implicati nel traffico di armi che i due clan camorristici hanno messo in piedi per sostenere la faida che li oppone. I militari dell’Arma hanno inoltre scoperto due filoni di estorsioni all’indirizzo dei commercianti della zona e sequestrato a scopo preventivo beni mobili e immobili per un valore complessivo superiore ai 10 milioni di euro.

Nell’operazione sono indagati anche due cantanti neomelodici che secondo la Procura avrebbero inneggiato alle gesta camorristiche esaltando abitudini e stili di vita malavitosi mediante i testi delle lori canzoni e le immagini dei videoclip. In particolare è coinvolto il cantante Lello Liberti, che secondo gli inquirenti sarebbe il vero e proprio “cantore” della fazione dei Birra, clan “pubblicizzato” sia nel testo della canzone “O capoclan” sia nel video ove comparivano come interpreti di se stessi il guardaspalla e l’autista del boss Luigi Olivieri, anch’egli arrestato dai carabinieri. “O capoclan è un uomo serio, che è cattivo non è vero” e ancora “Sa campare e noi dobbiamo rispettarlo”: questi alcuni dei versi incriminati e per i quali la Procura aveva richiesto gli arresti di Liberti, non concessi dal Gip.

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