È morto Vaclav Havel, protagonista della Rivoluzione di Velluto

19 dicembre 2011 10:350 commenti

Lo storico primo Presidente della Cecoslovacchia post comunista, nonchè della successiva Repubblica Ceca, Vaclav Havel, è morto, a causa di problemi respiratori, ieri 18 dicembre.

Ci lascia, in questo periodo davvero difficile per le sorti della nostra Europa, un indubbio protagonista della storia del Novecento.

Havel, nato a Praga il 5 ottobre del 1936, è stato oltre che un impegnato leader politico, anche un valente scrittore e drammaturgo. Gli studi classici e di drammaturgia, li approfondì, da giovane, presso l’Università Tecnica Ceca.

Dopo gli eventi della Primavera di Praga (1968), iniziò ad abbracciare la politica, attivandosi in realtà associazionistiche, fino a fondare, con altri illustri intellettuali, Charta 77, movimento socio-politico che, come il movimento polacco Solidarnosc, era in aperto contrasto con il proprio governo filosovietico reo di aver sovente calpestato i diritti umani dei cittadini cecoslovacchi.

Nell’autunno del 1989 fu assoluto protagonista della cosiddetta Rivoluzione di Velluto, riuscendo a defenestrare, in nome degli ideali della non- violenza di Charta 77,  il presidente cecoslovacco Husak, fervente leader comunista. Havel fu nominato Presidente della Cecoslovacchia, carica che mantenne  dal 29 dicembre del 1989 al 20 luglio del 1992.

Organizzò, in maniera altrettanto pacifica e trasparente, la separazione geo-politica tra la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Si candidò, successivamente, alla Presidenza della neonata Repubblica Ceca e, risultando di gran lunga il più eletto, divenne ufficialmente il primo Presidente della Repubblica Ceca dal 2 febbraio del 1993 al 2 febbraio del 2003.

Negli ultimi anni di vita ha abbandonato la politica per seguire i suoi vecchi amori di gioventù: il teatro e la letteratura.

Come hanno sottolineato i leader politici, come Mario Monti, Angela Merkel e Lech Walesa, l’Europa, oggi attanagliata da una crisi di identità etica, economica e politica, deve assolutamente percorrere il tracciato della non-violenza e della trasparenza di Havel, mettendo così al centro della propria agenda politica i diritti del cittadino e non più quelli della finanza e della Borsa.

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