Ebola, via da Padova gli immigrati senza stato di buona salute

16 ottobre 2014 09:240 commenti

La paura dell’Ebola fa novanta e se poi si mischia alla paura leghista di essere contaminati dallo straniero, specie se africano, allora si arriva in un batter d’occhio all’iniziativa del sindaco di Padova che per gli stranieri vuole il certificato di stato di salute.

In genere il certificato di stato di buona salute è rilasciato dall’autorità medica per consentire agli sportivi di praticare la loro disciplina senza conseguenze per la salute dell’atleta, oppure viene richiesto nei concorsi a testimonianza del fatto che una persona sta bene e può ricoprire un certo incarico.

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Alcuni certificati, anche per gli italiani che vanno all’estero, sono richiesti dall’autorità ospitante. Specie se si va in Africa o nei paesi esotici, sono richieste vaccinazioni particolari. E in quel caso, quando sono gli altri a chiederlo agli italiani, tutto è lecito. Non sarà per il fatto che lo Stato ospitante vuole in qualche modo proteggere chi arriva nel Paese?


Di tenore totalmente diverso è l’iniziativa del sindaco leghista di Padova Massimo Bitonci che sul sito personale e sui profili social, pubblicizza un’ordinanza in cui chiede agli africani che arrivano in città di presentare lo stato di salute, prima ancora di dimorare a Padova. L’ordinanza è estesa a tutti gli stranieri che arrivano dall’area africana, anche nel caso in cui arrivassero a Padova per soggiornarvi casualmente.

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Si legge su Facebook: che visto il crescente allarme causato dall’epidemia di ebola e la diffusione nel territorio comunale di malattie da tempo debellate come la scabbia, il sindaco e le autorità sanitarie hanno deciso di adottare misure straordinarie. Sarebbe pronta un’ordinanza con la quale si vieta alle persone che arrivano dall’area africana di soggiornare anche occasionalmente a Padova, senza un certificato attestante lo stato di salute.

Nelle intenzioni non c’è alcuna voglia di operare una discriminazione o negare il diritto alla cura. Nelle intenzioni, perché poi nella pratica più che di prevenzione si tratta di ben altro. Il sindaco Bitonci chiede anche ai suoi omologhi veneti di fare squadra con lui. Perché non la richiesta a tutti i sindaci d’Italia?






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