Essere amici su Facebook non vuol dire essere raccomandati

13 settembre 2014 22:040 commenti

Una sentenza del TAR della Liguria ha respinto il ricorso per l’annullamento di un concorso dove era contestata al partecipante l’amicizia su Facebook con un membro della commissione esaminatrice.

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Per essere raccomandati, avere l’amicizia su Facebook con qualcuno che farà parte della giuria o commissione giudicante che dir si voglia, non basta. Lo ha deciso il TAR ligure che è dovuto entrare nel merito dell’uso di Facebook da parte di un partecipante ad un concorso.

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Questo era stato escluso dalla graduatoria di un concorso per un posto all’Arsel Liguria, perché si riteneva fosse raccomandato dalla commissione giudicatrice con cui aveva un contatto su Facebook. In pratica, chi lo ha escluso, ha pensato che ci fosse incompatibilità tra un membro aggiunto della commissione giudicatrice e uno dei candidati risultato idoneo.

Per i giudici amministrativi, però, la conoscenza del personale e la frequentazione occasionale tra candidati ad un concorso e giuria, non è causa di incompatibilità. In questo caso specifico poi, esaminatore ed esaminando erano amici dal 2013, ma amici su Facebook e non si può certo dimostrare che queste due persone avessero si conoscessero di persona e si frequentassero.

Poi si è passati ad analizzare nel dettaglio le relazioni online precisando che l’amicizia su Facebook si instaura anche tra persone che non si conoscono o comunque che non si frequentano con regolarità. Questa relazione di “conoscenza superficiale” persiste anche se ci sono foto che ritraggono le due persone insieme.

Nel caso specifico poi, il membro della commissione “amico” del candidato, aveva dato lo stesso voto al presunto raccomandato e alla ricorrente.






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