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Eugenio Scalfari “bufalaro”: si inventa un’intervista a Papa Francesco

Non possono essere perdonate” e quindi “scompaiono.

La Sala stampa vaticana, tuttavia, ha smentitocategoricamente che Papa Francesco abbia rilasciato un’intervista a Scalfari e che il pontefice abbia pronunciato queste parole: “Il Santo Padre Francesco ha ricevuto recentemente il fondatore del quotidiano La Repubblica in un incontro privato in occasione della Pasqua, senza però rilasciargli alcuna intervista“. Quello emerso nell’articolo è quindi una rielaborazione dell’autore stesso in cui non vengono citate le parole testuali pronunciate dal Papa. In particolare, ad essere finite sotto il mirino della critica, alcune risposte del Santo Padre che metterebbero in forte dubbio l’esistenza dell’inferno e una ricostruzionealquanto “singolare” dell’origine del mondo.

Nel colloquio Francesco spiega che le anime che non si pentono “non vengono punite. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l’anima, ma non l’annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall’ira di Dio; la quinta pena è l’oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie”, come si legge nel diario della Santa. “Non esiste un inferno, esiste la scomparsa delle anime peccatrici” (Rep). Lei mi ha parlato invece di anime buone e ammesse alla contemplazione di Dio.

Tra le frasi “frutto della ricostruzione” di Scalfari ci sarebbe, dunque, anche una relativa al destino delle anime dopo la morte. Ai giorni nostri il grande teologo Hans Urs von Balthasar (non a caso fatto cardinale da Giovanni Paolo II) ha qualificato teologicamente l’inferno come separazione dell’anima da Dio, giungendo a teorizzare l’inferno come uno spazio vuoto, orbo della luce divina. Ma se esiste vuol dire che è Dio che l’ha creato. “Non si può e non si deve quindi parlare in alcun modo di un’intervista nel senso abituale del termine, come se si riportasse una serie di domande e di risposte che rispecchiano con fedeltà e certezza il pensiero preciso dell’interlocutore”.