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Europa paralisi aerea

nube vulcano islanda

Francoforte, il terzo aeroporto col maggior traffico europeo ha chiuso, le cancellazioni dei voli, tra le 5000 e 6000,  possono durare oltre le 48 ore; da ieri,  la nube di cenere prodotta dal vulcano islandese, sta obbligando a sospendere il traffico aereo, in tutto il continente.

La chiusura degli aeroporti tedeschi, aggrava ulteriormente la situazione del traffico aereo europeo, oltre a Francoforte, che ha chiuso questa mattina, se ne aggiungono altri, quali l’aeroporto di Berlino, Colonia, Amburgo, Brema, Hannover, Monaco e Dusseldorf. 

Il caos negli aeroporti ha iniziato nella giornata di ieri, con il blocco del traffico aereo, nelle principali città del Nord Europa, Regno Unito, Norvegia, Danimarca e Belgio, dove si sono registrate oltre 6000 cancellazioni dei voli. 

Si prevede che l’aviazione europea non cesserà di essere colpita dalle ceneri e dai vapori del vulcano, per le prossime 48 ore. Almeno è quanto è stato riferito dall’European Aviation Safety Organization,  che assicura che oltre alle perturbazioni,  dipenderà anche dall’evoluzione della nube. 

Il Regno Unito ha esteso la chiusura del suo spazio aereo, per tutta la giornata, come misura precauzionale, in quanto la pesante coltre di cenere grigia, tra i 5.500 e 11.000 metri, può danneggiare la fusoliera degli aerei e bloccare quindi i reattori. 

Le autorità francesi sono state costrette a chiudere 25 aeroporti del nord, tra questi anche  Orly e Charles de Gaulle, i principali aeroporti di Parigi. Anche la Polonia ha annunciato la chiusura parziale dello spazio aereo. Per quanto riguarda il Belgio, lo spazio aereo è stato chiuso alle ore 16.30 di ieri e  l ‘apertura non è prevista fino alle 18:00 di oggi. La Spagna, solo nella giornata di ieri, ha cancellato oltre  497 voli. 

In Italia sono stati annullati oltre 100 voli, in diversi aeroporti delle principali città.

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