Home / News / Fabrizio Barlone, professione finto prete usuraio, ucciso a Latina

Fabrizio Barlone, professione finto prete usuraio, ucciso a Latina

A Monte San Biagio, in provincia di Latina, tutti conoscevano bene la doppia attività parallela e presunta di Fabrizio Barlone: si fingeva prete per attirare persone in difficoltà alle quali offriva prestiti a tassi usurai. Si faceva chiamare “Don Patrizio”. Non era di certo un personaggio ben visto in paese e la cerchia degli indiziati per il suo omicidio è piuttosto ampia come sempre avviene in questi casi. 

Il 61enne è stato infatti trovato morto nell’abitazione della sorella, ubicata in via Roma, nei pressi del Municipio: il corpo aveva mani e piedi legati (letteralmente incaprettato) e la testa era completamente fracassata. A ritrovare la vittima Barlone in quello stato macabro è stata proprio la donna, ancora sotto shock per lo scenario cruento che ha trovato al ritorno a casa. Subito dopo sul posto sono intervenuti i poliziotti e i carabinieri che si stanno occupando delle indagini per far luce sull’omicidio. Di certo Fabrizio Barlone non era una persona senza nemici in paese, al contrario. Sull’uomo pesava una condanna a tre anni di carcere risalente al 2006 per usura. In passato era stato veramente un diacono a Montecassino ma venne in seguito allontanato dalla comunità religiosa e interdetto dall’esercizio di qualsiasi Ministero, come ha tenuto a precisare Carlo Lembo, segretario dell’arcivescovo di Gaeta. Non fu mai quindi ordinato sacerdote a dispetto di quanto volesse far credere alle vittime dei suoi raggiri. Tra i compaesani si racconta di celebrazioni liturgiche tenute in case private: pare che “don Patrizio” si vantasse di avere conoscenze importanti in Vaticano e tra i carabinieri. Questo secondo voci di paese almeno.

Di recente aveva chiesto proprio ai carabinieri e al garante della Privacy di togliere le telecamere indirizzate verso casa sua spacciandosi anche in caserma per un prete che rivendicava il proprio diritto alla riservatezza. Si era beccato in quell’occasione una denuncia per false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale.