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Fabrizio Corona esce dal carcere, di giorno in comunità la sera a casa

Soltanto lo scorso mese di settembre il giudice aveva detto di no, mentre nella giornata di ieri il tribunale di sorveglianza di Milano ha deciso che Fabrizio Corona poteva uscire dal carcere per poter tornare in una comunità terapeutica e liberarsi dalla dipendenza psicologica della cocaina. E’ questo quanto dichiarato dal giudice Simone luerti che ha concesso all’ex fotografo dei vip l’affidamento terapeutico in una comunità a Limbiate nel Milanese. Fabrizio Corona è così uscito dal carcere nella giornata di ieri indossando una felpa rossa, Bermuda blu, occhiali da sole e sigaretta tra le dita, intorno alle 15:30 del pomeriggio lasciando il carcere di San Vittore. Il tribunale di sorveglianza di Milano gli avrebbe concesso l’affidamento terapeutico in una comunità dove sarà di giorno per potersi disintossicare mentre di notte tutte le domeniche resterà a casa.

Gli sarebbero stati imposti alcuni divieti, tra i quali l’uso dei social e qualsiasi tipo di dichiarazione Quindi nessuna intervista, silenzio totale per non rischiare di tornare ancora una volta in cella. Fuori dal carcere ad accogliere il re dei paparazzi vi era la fidanzata Silvia Provvedi che lo ha stretto forte in un abbraccio silenzioso. «Speravamo, ma non ce l’aspettavamo», sono state queste le uniche parole dichiarate dalla Provvedi ai fotografi mentre attendeva all’uscita del fidanzato dal carcere. I due si sono allontanati a bordo dell’auto guidata proprio dalla Provvedi e Fabrizio Corona avrebbe soltanto abbassato il finestrino Per consentire che venissero fatte le foto senza alcun riflesso accennando un sorriso.

«Sono contento di essere uscito, ringrazio il magistrato, ma sono anche incazzato perché ci son voluti 16 mesi, quando bastavano 16 giorni. Sono un uomo diverso, con una maggiore consapevolezza e ho pagato 8 milioni di tasse», è questo quanto riferito dal legale di Fabrizio Corona, Ivano Chiesa riportando semplicemente le parole del suo assistito. Fabrizio Corona ha acquisito «maggiore consapevolezza di essere all’ultima occasione per riprendere in mano la propria vita e quella del figlio» e ha manifestato la «volontà di chiudere con un passato irto di errori e condotte illegali» ha scritto Luerti nel provvedimento.

Ad oggi ha assolto interamente il proprio debito tributario nei confronti dell’Erario» e che le «condotte» che il Tribunale di Sorveglianza in passato «aveva correttamente giudicato incompatibili con la misura alternativa» al carcere, «in gran parte sono risultate anteriori al periodo in affidamento in prova e in altra parte hanno trovato successiva compensazione con condotte restitutorie e ampiamente riparative».  L’ex re dei paparazzi potrà andare a stare nell’appartamento sito in via De Cristofori che è stata sequestrata nei mesi corsi della sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano, ma da quanto si sa l‘amministrazione giudiziaria avrebbe deciso di affittarla alla fidanzata dell’ex agente geografico Silvia Provvedi.

Sedici mesi di cella e una richiesta di scarcerazione cestinata lo scorso settembre da una magistrata (Beatrice Crosti), che lo aveva giudicato un «pericolo sociale ancora attuale». Fino a ieri, quando un altro giudice più clemente, Simone Luerti del Tribunale di Sorveglianza di Milano, ha ordinato di liberare Fabrizio Corona. Concedendogli «l’ultima possibilità». L’ex re dei paparazzi, scarcerato con una serie di prescrizioni e divieti, andrà in una comunità di Limbiate che cura i malati di droga. Sei giorni su sette. La domenica starà a casa, così come ogni notte. Fabrizio potrà dormire nel suo lussuoso appartamento di Brera, seppur sequestrato. La Sezione misure di prevenzione del Tribunale dovrà infatti pronunciarsi sulla richiesta di confisca della Procura. Ma in attesa della decisione, l’amministratore giudiziario ha affittato mura e arredi a Silvia Provvedi, cantante e fidanzata di Corona.

Lei e la sorella Giulia,in coppia canora formano “Le Donatelle”, ieri erano davanti al portone di San Vittore ad aspettare Fabrizio, sedute in macchina. «Siamo arrivate qui con la speranza in corpo» dice Silvia, «ma ammetto che anche per noi è stata una sorpesa. Ci abbiamo creduto soltanto quando con i nostri occhi lo abbiamo visto correrci incontro». Esce in felpa rossa e bermuda,Corona. Pronto a consegnare all’avvocato Ivano Chiesa, uno dei difensori, la sua prima dichiarazione: «Esco sì, ma sono incazzato nero perché ci sono voluti sedici mesi quando sarebbero bastati sedici giorni». Era stato (ri)trascinato in cella a ottobre 2016. Causa: il cosiddetto tesoretto (di cui 1,7 milioni di euro in contanti) nascosto nel controsoffitto a casa della sua collaboratrice, Francesca Persi. Frutto, secondo l’accusa,di una evasione fiscale e non soltanto. Nei mesi scorsi (era il 12 giugno),per l’imputato vengono a cadere due accuse su tre. Cancellata quella più grave di intestazione fittizia di beni, Corona viene condannato a un “solo” anno. Gli revocano la custodia cautelare, ma resta dentro.

Quando (a ottobre 2016) viene arrestato,Fabrizio, si gioca l’affidamento in prova ai servizi sociali concessogli (nel 2015) dopo anni di carcere per altre vicende ancora. Allora fu mandato (prima)in una delle comunità di recupero di don Antonio Mazzi, e poi a casa con il cosiddetto “affidamento sul territorio”. Tutto va a rotoli per via del tesoretto nel controsoffitto. E l’ex re dei paparazzi torna di nuovo dietro le inferriate. Fino a ieri. A marzo ci sarà l’udienza davanti a un collegio della Sorveglianza, per confermare la decisione presa dal giudice Simone Luerti. È l’avvocato Antonella Calcaterra a vincere la scarcerazione, presentando istanza. «In quanto ex dipendente dalla cocaina» è stato il tema della richiesta, «il detenuto necessita di essere curato in una comunità terapeutica apposita». Così Fabrizio, da domattina andrà a Limbiate, a nord di Milano. Ma non potrà fare Corona. Egli dovrà invece attenersi alle regole prescritte al malato dipendente dalla droga. Dunque: niente interviste, vietate le serate a dare spettacolo, proibito telefonare (se non ai familiari) e chattare o postare sui social network.

Così fino al 15febbraio 2022, quando Fabrizio Corona avrà scontato i restanti quattro anni di pena. Scrive chiaro il giudice Simone Luerti, offrendogli la chance: «Quest’uomo ha capito che èl’ultima occasione per riprendere in mano la propria vita e quella del figlio. Egli ha manifestato la volontà di chiudere con il passatoirto di errori e condotte illegali». Parola di magistrato. Il giudice ripone la totale fiducia nell’ex agente delle foto ai vip che, a sua volta, tiene a dire: «Ho pagato 8 milioni di tasse». E il dottore: «Fabrizio Corona ha assolto il proprio debito tributario con l’Erario. In passato era cedevole e incontrollato proprio sugli aspetti lavorativi ed economici, ma ora ha acquisito maturità e riconosce i propri doveri. L’impulsività e la superficialità hanno lasciato il posto a un comportamento più responsabile e riflessivo». Ancora: «Vista la dipendenza dalla cocaina, è necessario un programma di disintossicazionefisica e psicologica, lontano dal lavoro e dal suo ambiente». Aspettando il 2022.

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