Facebook e la censura politica, on line i documenti dei moderatori

25 febbraio 2012 17:270 commenti

La scorsa settimana un ex lavoratore di un’azienda esterna che collabora con Facebook alla moderazione del social network ha pubblicato sul sito Gawer.com le linee guida che vengono utilizzate per censurare alcuni comportamenti degli utenti, ed è stata subito polemica.

L’insider, Amine Derkaoui, un marocchino di 21 anni, ha così protestato per il trattamento subito da lui e dai suoi colleghi, pagati appena 1 dollaro l’ora dalla ditta oDesk, mentre facebook, nella sua risposta, ha ammesso l’utilizzo di aziende esterne per processare milioni di segnalazioni al giorno.

Così ecco venire a galla le norme che stabiliscono se un link, un post, un commento o una foto debbano essere censurati e il profilo sul quale sono pubblicati debba essere bloccato.
Ma la sorpresa, e le polemiche seguenti, sono state scatenate da alcune linee politiche che farebbero scattare la censura.


Se censurare foto pornografiche o commenti chiaramente offensivi può apparire del tutto normale e logico, ecco che dai documenti pubblicati emergono alcune censure politiche anche su base “regionale”.
Se siete turchi infatti, viene censurato qualsiasi riferimento al Kurdistan, dalle mappe a qualsiasi riferimento al Pkk, mentre in Germania sono censurate tutte le critiche all’olocausto. L’opinione pubblica però si chiede cosa succederebbe se un utente straniero pubblicasse su un profilo amico turco commenti o post riguardanti il Pkk? Inoltre, perché queste linee guida non sono comunicate prima agli utenti del social network più famoso del mondo? E chi decide se è lecito o no, criticare la politica anche se in contrasto con le linee governative?

Ma le critiche non si fermano solo alla politica, e gli utenti lamentano censure per foto di piedi nudi, di madri che allattano, persone ubriache e altre cose risibili ma giudicate in modo insindacabile dai moderatori di Facebook.
Intanto sono consentite le foto e i commenti riguardanti la marijuana, ma non quelle di altre droghe, a meno che non riguardino testi scientifici. Altre anomalie riguardano la possibilità di pubblicare notizie e foto di risse scolastiche ma solo se non incitano al bullismo. Bisogna vedere cosa si intende per incitamento al bullismo. Sono inoltre consentite le foto dei fluidi corporei, ma non dello sperma, mentre sono proibite le attivita sessuali ma non i baci tra due persone dello stesso sesso.

Insomma, sembra che la confusione regni tra gli utenti e sono molti ormai che chiedono di adeguare le normative dei social network a quelle dei paesi degli utenti, con un intervento più deciso da parte del legislatore. Resta però da scoprire, come sottolinea Facebook, come sia possibile per la legge ordinaria, regolare milioni di segnalazioni giornaliere.






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