Famiglia in gita Pasquale nascondeva un quintale d’oro in auto

3 aprile 2013 13:190 commenti

Una pattuglia di finanzieri del Gruppo Ponte Chiasso, nel corso di una normale l’attività di controllo presso la dogana, ha intercettato il giorno di Pasqua un’autovettura guidata da un cinquantatreenne italiano che risiede in Svizzera. L’uomo viaggiava in compagnia della moglie e dei tre figli piccoli, prossimo ad una normalissima gita di Pasqua. All’apparenza si tratta di un controllo come tanti.

Un controllo come tanti?

Dopo aver controllato l’utilitaria in maniera veloce, i finanzieri non avevano trovato nulla di ‘strano’. Percepivano però un crescente nervosismo da parte dei familiari in gita. Non capendone il motivo e ricevendo inoltre risposte aleatorie ad alcune domande incalzanti, il cinquantenne e sua moglie sono stati portati in caserma per un controllo approfondito dell’auto.


Un’accurata ispezione della macchina ha fatto si che potesse essere trovati in due doppifondi ricuciti sotto i sedili dell’automobile, dodici lingotti d’oro. Pesavano complessivamente un quintale e dieci chili. Valevano, complessivamente, 4,5 milioni di euro.

Ogni lingotto del prezioso metallo non contemplava certificato di provenienza, grado di purezza e informazioni sulla sua ‘legalità’. Era semplicemente avvolto in carta di giornale e confezionato con del nastro adesivo.

Il cinquantenne alla guida rappresentava legalmente una società svizzera. Egli non è stato in grado di fornire spiegazioni o dimostrare ai finanzieri la legittima provenienza dell’ingente ‘bottino’.  Così, è stato denunciato a piede libero alla locale Procura della Repubblica per il reato di riciclaggio (art. 648-bis del codice penale) mentre l’oro e l’automobile sono stati sottoposti a sequestro preventivo d’urgenza. Attualmente sono in corso le indagini per accertare provenienza e destinazione dell’oro.

 






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