Fisco scheda prostitute a Bologna

12 gennaio 2012 09:020 commenti

Dopo il blitz a Cortina delle scorse settimane, gli ispettori del Fisco hanno capito che un modo per raccogliere denaro in questo momento di particolare crisi potrebbe essere la compilazione del censimento per le “lucciole”. la notizia è reale, infatti nel corso di questi giorni alcuni agenti hanno fermato le ragazze che lavorano sui viali di Bologna e hanno chiesto la cifra che viene guadagnata con la loro antichissima professione.

il Comitato per i diritti civili delle prostitute onlus non sembra approvare queste nuove disposizioni, così fa sapere tramite i quotidiani locali che si tratta di un abuso, una schedatura senza senso e una violazione della legge Merlin, ossia la normativa entrata in vigore il 20 febbraio del 1958 che prevedeva la chiusura delle case chiuse, l’abolizione della regolamentazione della prostituzione in Italia e l’introduzione di una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento delle ragazze.


Il Colonnello Alfonzo Manzo è certo che questa manovra sia un bene anche per le donne che lavorano in strada, infatti la maggioranza di loro vivono in condizioni di totale degrado, sfruttate da professionisti e spesso in alloggi poco idonei. Di tutt’altro avviso sembrano essere le associazioni di tutela che impugnano l’articolo 7 della legge Merlin, che vieta alle forze dell’ordine di procedere ad alcuna forma diretta o indiretta di registrazione, anche in caso di rilascio di tessere sanitarie. Il comando si difende spiegando che non si tratta di una schedatura, ma di un modulo che serve alle forze dell’ordine per capire chi sono le ragazze, se abitano in condizioni disagiate e pagano affitti regolati. Il Colonnello Manzo spiega che una volta raccolti tutti i dai necessari si gireranno all’Agenzia delle entrate per le dovute verifiche fiscali.






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