Francesco Azzarà liberato in Sudan

16 dicembre 2011 19:560 commenti

Dopo 4 mesi l’incubo è finito. Francesco Azzarà, il collaboratore di Emergency era nelle mani di un gruppo di banditi da agosto quando era stato prelevato da  un gruppo di uomini armati presso il centro pediatrico di Nyala, nel Darfur. A dare la notizia della sua liberazione è stato lo stesso Gino Strada, il chirurgo italiano fondatore dell’ONG Emergency, un’associazione umanitaria che opera in tutto il mondo per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo (a partire dal 1994, anno della sua fondazione  ha assistito più di 3 di pazienti).


La notizie è arrivata dopo lunghi mesi di trattative e contatti in una delle regioni più difficili del mondo infatti in Darfur (una delle 9 provincie del Sudan) dal 2003 è in atto un ferocissimo conflitto tra le due principali etnie, la maggioranza locale composta da tribù africane sedentarie, e la componente nomade di origine araba che rappresenta la maggioranza nel resto del Sudan. Proprio le scorribande di questi ultimi hanno potuto godere del tacito appoggio del governo centrale. Come spesso accade nel continente africano il discorso etnico diventa un pretesto per celare forti interessi economici dal momento che proprio alcune aree del Sudan benché poverissime (tra le più povere del mondo) godono di grande ricchezza di materie prime. E’ quindi evidente quanto sia stato complicato tessere una rete di contatti con le autorità locali per giungere alla liberazione di Francesco Azzarà.

Adesso però è il momento della gioia perché Francesco è libero, sta bene, e quanto prima tornerà a casa.






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