Guida in stato di ebbrezza, Phelps nei guai

1 ottobre 2014 10:560 commenti

La guida in stato di ebbrezza è punita con punizioni più severe dal codice della strada italiano e per promuovere un atteggiamento prudente al volante, spesso, si usano anche testimonial d’eccezione. In alcuni casi, però, non bisogna prendere esempio dai VIP, per esempio bisogna evitare di fare come Phelps.

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Michael Phelps è stato arrestato per guida in stato d’ebbrezza. Sì proprio lui che per 18 volte è stato consacrato nell’arena olimpica. L’arresto non ha avuto seguito e dopo due ore lo sportivo è stato rilasciato. Michale Phelps, per chi non lo sapesse, è un nuotatore, uno dei più forti del mondo e uno dei più veloci di tutti i tempi.

> La guida in stato d’ebbrezza sul codice della strada


Il suo arresto per guida in stato di ebbrezza c’è stato a Baltimora qualche sera fa. La polizia lo ha fermato perché stava correndo con la sua Land Rover bianca ed aveva raggiunto i 140 chilometri orari all’interno di una galleria. Dopo due ore il rilascio nonostante i rischi che ha corso. Secondo l’agenzia Ansa, Phelps sarebbe stato positivo ai test fatti dagli agenti sulla concentrazione di alcol nel sangue. Una concentrazione doppia rispetto a quella consentita dalla legge americana.

I reati a lui attribuiti sono guida in stato d’ebbrezza, cui si aggiungono l’eccesso di velocità e il superamento della doppia linea della carreggiata che segnala il divieto di sorpasso. In realtà Phelps non è nuovo a questo genere di reati. Già 10 anni fa, infatti, in circostanza simili e all’età di 19 anni, era stato fermato dalle forze dell’ordine. Il fatto che sia recidivo non conta niente, adesso quel che conta sono i programmi di Phelps che dopo essersi ritirato dalle Olimpiadi di Londra 2012 ha in programma la partecipazione a Rio 2016.






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