Intervistato il capo della spedizione contro l’orsa Daniza

14 settembre 2014 16:400 commenti

L’orsa Daniza è stata ammazzata. Questa è la sentenza dell’opinione pubblica che si era affezionata a questa orsa che da 19 anni faceva parte del bosco trentino. Peccato che l’orsa abbia attaccato un uomo, un cercatore di funghi. Così è iniziata la sua agonia.

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Il cercatore di funghi di Pinerolo ha denunciato l’accaduto agli organi competenti e a quel punto per l’orsa Daniza è stata firmata una specie di condanna a morte. Sono state organizzate delle squadre per trovarla e immobilizzarla ma sembra che l’orsa non abbia saputo resistere al narcotico che le è stato somministrato.

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Alcuni hanno fatto notare che già in passato l’uso del narcotico per sedare un’altra orsa, ne aveva procurato la morte, perché l’orsa aveva iniziato a perdere conoscenza vicino ad una fonte d’acqua e poi era annegata nel lago.

Una recente intervista, invece, quella dedicata dall’Huffington Post a Claudio Groff che ha guidato le pattuglie di ricerca dell’orsa Daniza, spiega che è stato fatto tutto come prevede il protocollo e adesso è difficile capire cosa realmente sia andato storto.

La cosiddetta telenarcosi è un’opzione scelta fin dall’inizio, prima ancora di avviare le ricerche dell’orsa. Questa tecnica consente di tirare in sicurezza il narcotico contro l’animale, anche da molto vicino. Qualcuno a questo punto si potrebbe pensare che il narcotico fosse troppo forte, in realtà l’autopsia finora non ha valutato che ci fosse un overdose di sedativi.

Dopo l’aggressione di Ferragosto, quando l’orsa Daniza si è scagliata contro un dipendente delle funivie di Pinzolo, sono iniziate le ricerche del plantigrado e le ha guidate Groff per conto della provincia. Ora dovrà fare i conti anche con tutti i cittadini che hanno visto crescere i toni della protesta anche per via dell’amplificazione mediatica.






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